Nasce anche in Gallura il “Comitato No Pillon”
Cgil, Centro Antiviolenza, Spi e Udi uniscono le forze e scendono in piazza: «No a un decreto che cancella i diritti conquistati dalle donne in 50 anni»
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OLBIA. La Gallura c’è. E per dire no al disegno di legge Pillon, sulla riforma dell’affido condiviso e la ridefinizione dello stato di famiglia, fa sentire la sua voce. In prima linea le donne della Cgil di Olbia-Tempio, quelle del centro antiviolenza Prospettiva Donna, del Coordinamento donne Spi Cgil e del circolo Udi di Olbia. Più unite che mai in questa battaglia, hanno costituito il “Comitato No Pillon Gallura” e domani saranno in piazza a Cagliari. La delegazione partirà in pullman (da Tempio) e poiché i posti sono quasi esauriti, non si esclude che si possa ricorrere a un secondo bus. La nascita del comitato “che continuerà a esistere anche in seguito e che punta a coinvolgere altre associazioni” è stata presentata ieri nei locali della Cgil di via Del Piave dalla segretaria generale gallurese Luisa Di Lorenzo, dalla presidente di Prospettiva Donna Patrizia Desole e dalla responsabile regionale del Coordinamento donne Spi Cgil Giovanna Spissu. Pronte a respingere con tutte le forze «un disegno di legge maschilista, classista e assolutamente pericoloso» all’interno del quale «tutti i diritti per i quali le donne hanno combattuto negli ultimi 50 anni vengono cancellati». Non solo. «La proposta di Pillon è devastante per le donne vittime di violenza, calpesta i diritti dei bambini, compromette quei delicati equilibri che regolano la crescita e la serenità dei minori. Il magistrato Fabio Roia ha definito il ddl anticostituzionale e persino l’Onu ha parlato di “grave regressione”».
In un comunicato congiunto, il “Comitato No Pillon Gallura” ricorda che «Di.Re, la rete nazionale dei centri antiviolenza, in unione con tutto il momento delle donne, l’associazionismo democratico e tante realtà della società civile, ha lanciato questa grande mobilitazione per contrastare questa misura, promuovendo anche una petizione che può essere sottoscritta su Change.org e che a oggi ha raccolto più di 100mila firme. Anche noi dunque scenderemo in piazza domani, dalle 17, per dire No alla mediazione obbligatoria e a pagamento, No all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione/residenza per i minori, No al mantenimento diretto, No al piano genitoriale, No al coordinatore genitoriale e No all’introduzione del concetto di alienazione parentale. Per tutte queste ragioni crediamo fondamentale che tutte le donne e gli uomini della società civile si uniscano a noi per manifestare il proprio dissenso. Sia nelle piazze che sui social». (s.p.)
In un comunicato congiunto, il “Comitato No Pillon Gallura” ricorda che «Di.Re, la rete nazionale dei centri antiviolenza, in unione con tutto il momento delle donne, l’associazionismo democratico e tante realtà della società civile, ha lanciato questa grande mobilitazione per contrastare questa misura, promuovendo anche una petizione che può essere sottoscritta su Change.org e che a oggi ha raccolto più di 100mila firme. Anche noi dunque scenderemo in piazza domani, dalle 17, per dire No alla mediazione obbligatoria e a pagamento, No all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione/residenza per i minori, No al mantenimento diretto, No al piano genitoriale, No al coordinatore genitoriale e No all’introduzione del concetto di alienazione parentale. Per tutte queste ragioni crediamo fondamentale che tutte le donne e gli uomini della società civile si uniscano a noi per manifestare il proprio dissenso. Sia nelle piazze che sui social». (s.p.)
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