La Nuova Sardegna

Olbia

Il caso “pace fiscale” sul Comune l’ombra dei crediti inesigibili

di Giandomenico Mele

Le conseguenze del decreto-condono voluto dal Governo Milioni di euro in fumo, a rischio i conti in bilancio della Tari

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OLBIA. Milioni di euro in fumo. Incassi che diventano chimere, crediti denominati di “dubbia esigibilità” che potrebbero presto trasformarsi in “inesigibili”. Sono le possibili conseguenze per il Comune di Olbia della cosiddetta “pace fiscale”, il condono mascherato da abbraccio fraterno tra Stato e contribuenti voluto dalla Lega e assorbito dal M5S. Una delle novità più rilevanti del decreto fiscale, almeno sotto il profilo economico, è la previsione di stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010. Il limite di mille euro però non si riferisce all’importo complessivo della cartella, ma ai singoli crediti iscritti a ruolo. Facile immaginare che la parte prevalente di questi crediti riguardi proprio quelli dei Comuni, per Tarsu, Ici, contravvenzioni stradali, rette scolastiche, oltre che delle Regioni per il bollo auto. Gli importi in gioco sono rilevanti perché, stando agli ultimi dati dell’Anci che riportano il totale dei crediti comunali iscritti a ruolo sotto i mille euro, l’ammontare dei crediti annullati dal Governo dovrebbe essere sui 4 miliardi.

Addio crediti? Sul punto il Comune di Olbia preferisce non sbilanciarsi. Alle domande circa la quantificazione dei crediti a rischio, l’amministrazione ha fatto spallucce. Nulla da dichiarare, per il momento. Ma dai bilanci si ricava qualche indicazione. La voce pesantemente a rischio è quella dell’attuale Tari, che ricomprende anche la vecchia Tarsu. La tassa sui rifiuti, in buona sostanza. Nel documento contabile relativo al bilancio di previsione del 2018, verificato dal Collegio dei revisori dei conti, compare alla voce “residuo” al 2016 la cifra di 6 milioni 740 mila euro relativa alla Tari. L’accertato risulta di poco superiore ai 17 milioni di euro e per il 2018 si prevede un incasso di 600 mila euro superiore. Il che vuol dire che i 6 milioni di euro si considerano, come minimo, di complicata riscossione.

Crediti dubbi. Va comunque aggiunto che una parte di questi crediti è probabilmente prescritta, stando almeno alla più recente giurisprudenza di legittimità, che ha ritenuto che la cartella dei tributi comunali si prescriva entro cinque anni, quando Equitalia invece riteneva che tutte le proprie cartelle fossero soggette alla prescrizione ordinaria decennale. A quanto ammontano i crediti di dubbia esigibilità preventivati dal Comune di Olbia? Crediti per 4 milioni 721 mila nel 2018, 5 milioni 473 mila nel 2019, 5 milioni 460 mila nel 2020. Voci per competenze, crediti che rischiano di svanire nel nulla, almeno in parte. Un mare di denaro che rischia di non entrare nelle casse comunali e che obbliga l'ente a cercare voci di entrate alternative. Il Fondo sui crediti di dubbia esigibilità riguarda tutte quelle somme che il Comune dovrebbe incassare ma non riesce a farsi pagare e rappresenta un accantonamento di risorse che gli enti devono stanziare nel bilancio di previsione al fine di limitare la capacità di spesa alle entrate effettivamente esigibili e che giungono a riscossione, garantendo in questo modo gli equilibri di bilancio. Il principio della contabilità finanziaria prevede criteri puntuali di quantificazione delle somme da accantonare, secondo un principio di progressività che - a regime - dispone che l'accantonamento sia pari alla media del non riscosso dei cinque anni precedenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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