«Conferenza socio-sanitaria, noi non ci saremo»
I sindaci dell’alta Gallura confermano l’assenza all’incontro di Olbia. Parteciperà l’assessore Arru
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OLBIA. Oggi alle 10,30 si riunisce la conferenza socio sanitaria. All’ordine del giorno l’approvazione della programmazione attuativa della Assl di Olbia. Difficile, però, che arrivi il via libera. Perché i sindaci dell’alta Gallura non si presenteranno. Anche se all’incontro parteciperà l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru.
Il sindaco di Tempio Andrea Biancareddu, che si era dimesso la scorsa settimana dall’incarico di vice presidente della conferenza, spiega ancora una volta perché lui e gli altri sindaci della Gallura diserteranno la riunione odierna. «Si ribadisce la ferma opposizione da parte di tutti i sindaci del territorio dell'Alta Gallura a qualsiasi strumento programmatorio che non tenga in debita considerazione gli impegni assunti, da parte politica e da parte tecnica nei diversi incontri tenutisi recentemente anche ad Olbia, alla presenza di una rappresentanza dei sindaci del territorio. In riferimento al “Paolo Dettori”, scrive Biancareddu, non si possono condividere le evidenti e negative ripercussioni derivanti dalle determinazioni proposte per le attività dei presidi ospedalieri dei due Distretti nei reparti di Ginecologia e Ostetricia. Le scelte politiche e gestionali della stessa Azienda, di fatto, hanno depauperato il reparto, una volta efficiente, in termini di risorse umane e organizzative, decretandone concretamente la chiusura. A nulla sono valse le posizioni assunte per garantire la riapertura del reparto e l’azione conciliante e collaborativa del territorio con i rappresentanti della Regione e dell'Azienda. A ciò si aggiunga, sempre in riferimento al Presidio Ospedaliero di Tempio, il netto contrasto con quanto previsto nell'atto di riordino della rete ospedaliera sarda, approvato dal Consiglio regionale il 25 ottobre del 2017, in base al quale si prevede che negli ospedali di base di integrazione dei Dea di 1 livello, come quello di Tempio appunto, siano mantenute le specialità e i servizi presenti all'approvazione del modello di rete ospedaliera. L’atto, pertanto, non tiene conto di quanto disposto dalla Regione Sardegna per l'ospedale di Tempio e per tutti gli ospedali di base di integrazione dei Dea di 1° livello, che ha evidentemente previsto il mantenimento dei servizi esistenti, A fronte di tutto ciò, non solo non si mantengono i servizi presenti - fa notare Biancareddu - ma si prevede che il presidio ospedaliero di Tempio assuma la veste di stabilimento». Dopo aver spiegato «che i mancati risultati dell’azione politica regionale pongono obbligatoriamente le istituzioni nelle condizioni di assumere posizioni di pieno dissenso rispetto ai contenuti del citato documento di programmazione sanitaria», Biancareddu conclude dichiarando «la disponibilità per ogni e qualsiasi azione che si dovesse rendere necessaria, a tutela del presidio ospedaliero e dei servizi sanitari territoriali in Alta Gallura». (a.m.)
Il sindaco di Tempio Andrea Biancareddu, che si era dimesso la scorsa settimana dall’incarico di vice presidente della conferenza, spiega ancora una volta perché lui e gli altri sindaci della Gallura diserteranno la riunione odierna. «Si ribadisce la ferma opposizione da parte di tutti i sindaci del territorio dell'Alta Gallura a qualsiasi strumento programmatorio che non tenga in debita considerazione gli impegni assunti, da parte politica e da parte tecnica nei diversi incontri tenutisi recentemente anche ad Olbia, alla presenza di una rappresentanza dei sindaci del territorio. In riferimento al “Paolo Dettori”, scrive Biancareddu, non si possono condividere le evidenti e negative ripercussioni derivanti dalle determinazioni proposte per le attività dei presidi ospedalieri dei due Distretti nei reparti di Ginecologia e Ostetricia. Le scelte politiche e gestionali della stessa Azienda, di fatto, hanno depauperato il reparto, una volta efficiente, in termini di risorse umane e organizzative, decretandone concretamente la chiusura. A nulla sono valse le posizioni assunte per garantire la riapertura del reparto e l’azione conciliante e collaborativa del territorio con i rappresentanti della Regione e dell'Azienda. A ciò si aggiunga, sempre in riferimento al Presidio Ospedaliero di Tempio, il netto contrasto con quanto previsto nell'atto di riordino della rete ospedaliera sarda, approvato dal Consiglio regionale il 25 ottobre del 2017, in base al quale si prevede che negli ospedali di base di integrazione dei Dea di 1 livello, come quello di Tempio appunto, siano mantenute le specialità e i servizi presenti all'approvazione del modello di rete ospedaliera. L’atto, pertanto, non tiene conto di quanto disposto dalla Regione Sardegna per l'ospedale di Tempio e per tutti gli ospedali di base di integrazione dei Dea di 1° livello, che ha evidentemente previsto il mantenimento dei servizi esistenti, A fronte di tutto ciò, non solo non si mantengono i servizi presenti - fa notare Biancareddu - ma si prevede che il presidio ospedaliero di Tempio assuma la veste di stabilimento». Dopo aver spiegato «che i mancati risultati dell’azione politica regionale pongono obbligatoriamente le istituzioni nelle condizioni di assumere posizioni di pieno dissenso rispetto ai contenuti del citato documento di programmazione sanitaria», Biancareddu conclude dichiarando «la disponibilità per ogni e qualsiasi azione che si dovesse rendere necessaria, a tutela del presidio ospedaliero e dei servizi sanitari territoriali in Alta Gallura». (a.m.)
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