«Penoso teatrino la Amic stia zitta»
di Angelo Mavuli
Liguori al contrattacco dopo le accuse a dirigenti comunali «Ha segnalato sotterfugi senza uno straccio di prova»
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TEMPIO. Le recenti esternazioni della consigliera comunale Alessandra Amic che, nell’ultimo consiglio comunale di qualche giorno fa ha pesantemente criticato gli atteggiamenti dell’esecutivo e “l’arroganza di diversi dirigenti comunali, a discapito di altri”, ha provocato, (oltre la reazione del sindaco e del segretario comunale) anche la replica dura di Monica Liguori, consigliera comunale della minoranza di Tempio Libera e Democratica di cui è capogruppo il medico Antonio Balata.
«Ancora una volta - scrive l’avvocato Monica Liguori , si assiste, in città, all’ennesimo, penoso teatrino elettorale incentrato, questa volta, su personalismi di ex componenti della maggioranza che divulgano dicerie senza fornire riscontri documentali, nomi, fatti e circostanze concrete in relazione alle affermazioni che gli stessi fanno. Nello specifico, il consigliere Alessandra Amic non si limita a esporre “illazioni e voci” durante i lavori del Consiglio comunale, ma reitera le proprie esternazioni anche attraverso le pagine del giornale. Esternazioni che riguardano la dirigenza del Comune, dichiarata “complice di manovre sotterranee e complottista, più in generale”. Inoltre si indirizzano lamentele verso l’apparato e verso coloro che, all’interno del Comune, lavorano. Ebbene - replica Monica Liguori -, rilevato che è dovere dei consiglieri riferire, in Consiglio e fuori, fatti concreti e documentati, riportando nomi, luoghi e circostanze e denunciando ciò che davvero e realisticamente costituisce un problema per la città, non può tacersi del fatto che segnalare complotti, sotterfugi operati da chi lavora senza alcun riferimento specifico, non ha alcuna rilevanza politica né apporta beneficio alla città. Prove! Ci vogliono prove - scrive Monica Liguori -. Politicamente, e sul piano di concreti benefici per la città, le dichiarazioni del consigliere Amic sono irreali». L’intervento già duro della consigliera Liguori si trasforma a questo punto in un vero e proprio attacco all’arma bianca. «Lei, ex assessore, allontanata dalla giunta per ragioni politiche - scrive la Liguori -, spinta dalle sue mire elettorali per le prossime elezioni regionali, non può ammorbare l’aria con narrazioni che, allo stato attuale, sono poco più che fantasia perché non documentate. Ma non basta. Mi chiedo infatti che beneficio trae la città dal fatto che un consigliere, in corsa elettorale, defenestrato dalla sua giunta, “parli male” (perché di questo si tratta), dei dipendenti del Comune».
«Ancora una volta - scrive l’avvocato Monica Liguori , si assiste, in città, all’ennesimo, penoso teatrino elettorale incentrato, questa volta, su personalismi di ex componenti della maggioranza che divulgano dicerie senza fornire riscontri documentali, nomi, fatti e circostanze concrete in relazione alle affermazioni che gli stessi fanno. Nello specifico, il consigliere Alessandra Amic non si limita a esporre “illazioni e voci” durante i lavori del Consiglio comunale, ma reitera le proprie esternazioni anche attraverso le pagine del giornale. Esternazioni che riguardano la dirigenza del Comune, dichiarata “complice di manovre sotterranee e complottista, più in generale”. Inoltre si indirizzano lamentele verso l’apparato e verso coloro che, all’interno del Comune, lavorano. Ebbene - replica Monica Liguori -, rilevato che è dovere dei consiglieri riferire, in Consiglio e fuori, fatti concreti e documentati, riportando nomi, luoghi e circostanze e denunciando ciò che davvero e realisticamente costituisce un problema per la città, non può tacersi del fatto che segnalare complotti, sotterfugi operati da chi lavora senza alcun riferimento specifico, non ha alcuna rilevanza politica né apporta beneficio alla città. Prove! Ci vogliono prove - scrive Monica Liguori -. Politicamente, e sul piano di concreti benefici per la città, le dichiarazioni del consigliere Amic sono irreali». L’intervento già duro della consigliera Liguori si trasforma a questo punto in un vero e proprio attacco all’arma bianca. «Lei, ex assessore, allontanata dalla giunta per ragioni politiche - scrive la Liguori -, spinta dalle sue mire elettorali per le prossime elezioni regionali, non può ammorbare l’aria con narrazioni che, allo stato attuale, sono poco più che fantasia perché non documentate. Ma non basta. Mi chiedo infatti che beneficio trae la città dal fatto che un consigliere, in corsa elettorale, defenestrato dalla sua giunta, “parli male” (perché di questo si tratta), dei dipendenti del Comune».
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