La Nuova Sardegna

Olbia

Nessun abuso nel camping il gip: sì all’archiviazione

di Tiziana Simula
Nessun abuso nel camping il gip: sì all’archiviazione

Palau, accolta la richiesta formulata dalla Procura per l’Isola dei Gabbiani  L’imprenditore Luciano Mele: accuse infondate, finalmente è emersa la verità

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PALAU. Non ci sono abusi edilizi all’Isola dei Gabbiani. Il gip del tribunale di Tempio Andrea Pastori, accogliendo la richiesta della Procura di Tempio, ha archiviato la posizione di Luciano Mele, amministratore unico della società “I Gabbiani srl” proprietaria del camping, a Isuledda, indagato per lottizzazione abusiva e abusi edilizi. Il gip ha ritenuto la notizia di reato totalmente infondata.

Alla richiesta di archiviazione si era opposta Daniela Masu, figlia ed erede della defunta Micaela Soranzo, proprietaria del terreno confinante col camping “Isola dei Gabbiani”.

Una guerra ventennale, quella in atto tra gli eredi Soranzo e Luciano Mele. Ieri conclusa a favore dell’imprenditore. «Alla fine la verità prevale sempre – commenta Mele, difeso dall’avvocato Ivano Iai – Sono stato accusato ingiustamente, addirittura con l’opposizione ad una archiviazione richiesta dallo stesso pubblico ministero che aveva condotto le indagini. Ma sono sempre stato fiducioso che la verità venisse a galla. E così è stato. Ho avuto pesantissimi danni di immagine da questa vicenda, i responsabili ne risponderanno».

All’indagato, la Procura contestava inizialmente di aver realizzato una lottizzazione abusiva, trasformando un’area destinata a campeggio in un’area dotata di opere di urbanizzazione primaria, quindi, strade, rete idrica e fognaria, e di aver posizionato stabilmente circa 140 case mobili, alcune in riva al mare, collegate alla rete idrica, fognaria ed elettrica. Tra le varie contestazioni, anche quella di aver trasformato alcuni bagni in un centro servizi, raddoppiando le volumetrie rispetto a quelle consentite. A conclusione delle indagini preliminari, l’ex procuratore facente funzioni Gianlugi Dettori aveva formulato la richiesta di archiviazione: secondo il pubblico ministero «non si ravvisavano gli estremi dei reati contestati», e in merito alla creazione del centro servizi ravvisava «la particolare tenuità dell’offesa», considerando che le strutture costituite da vetrate scorrevoli con telaio in alluminio e infissi in alluminio erano state rimosse. Ma gli eredi della famiglia Soranzo avevano dato battaglia opponendosi alla richiesta di archiviazione, contestando il fatto che si trattasse di case amovibili perché, sebbene avessero le ruote, erano dotate di allacci ai servizi, e contestando anche l’irregolarità formale delle autorizzazioni rilasciate dal comune di Palau.

Nell’udienza del giugno scorso, le parti si erano date battaglia davanti al gip. Che si era riservato. Ieri, l’archiviazione.



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