Ztl di Olbia, i giudici setacciano il centro storico
di Dario Budroni
Sopralluogo nel Corso insieme alla polizia locale. Controllate le telecamere e la cartellonistica. La speranza dei multati
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OLBIA. La gente a un certo punto inizia quasi a preoccuparsi. «Ma cosa è successo?» domanda una commerciante che si è appena affacciata dal suo negozio. La risposta arriva da un uomo che ha scoperto l’arcano solo un attimo prima: «No, niente. A quanto pare stanno studiando la Ztl». In fondo non capita proprio tutti i giorni di assistere a una specie di corteo formato da vigili urbani, giudici, avvocati e funzionari. Potere della Ztl. I due giudici di pace Pietro Denti e Emilio Floris, sommersi dai ricorsi dei multati, hanno infatti adottato la soluzione dell’esperimento giudiziale. In altre parole, hanno effettuato un sopralluogo nel centro storico per verificare di persona il funzionamento della super contestata Ztl olbiese. Adesso potranno così immergersi nello studio approfondito di una zona a traffico limitato che, secondo i multati e i loro avvocati, presenta qualche anomalia di troppo. Sono infatti oltre quattrocento i fascicoli presentati al giudice di pace. L’obiettivo del tribunale sarebbe quello di chiudere la questione entro la primavera. Ma ancora non si sa quando potrebbero arrivare le prime sentenze. Forse tra qualche settimana, forse no.
La mattinata. È il primo atto concreto, dopo il via ai procedimenti dello scorso luglio. Alle 11 il palazzo del giudice di pace è pieno di automobilisti convinti di essere stati multati ingiustamente. Alcuni si difendono da soli, altri si sono affidati a uno studio legale. La cancelleria va quasi in tilt. A un certo punto i giudici Pietro Denti e Emilio Floris, come già deciso la scorsa estate, abbandonano il tribunale per dirigersi nel centro storico. È l’esperimento giudiziale. Accompagnati da due agenti della polizia locale, i giudici percorrono a piedi le vie interessate dalla zona a traffico limitato. Carte e fotografie alla mano, e con l’ausilio di un telelaser della polizia locale, Denti e Floris misurano le distanze tra cartelli e telecamere e si trattengono in particolare in prossimità dei varchi. Nelle prossime settimane si svolgeranno le udienze, con il Comune da una parte e i multati dall’altra.
La battaglia. Il braccio di ferro va avanti da mesi. È cominciato sul giornale e su Facebook e ora arriva in tribunale. In particolare gli avvocati dei multati contestano i verbali plurimi, cioè quelli presi nel giro di pochi secondi. E poi la cartellonistica, che sarebbe stata messa a norma un mese e mezzo dopo l’accensione delle telecamere. Dubbi anche sui cartelli che annunciano la presenza degli occhi elettronici, installati successivamente. «Per me la Ztl è legittima, ma ci sono alcuni aggiustamenti da fare. Io contesto le multe plurime e la cartellonistica in alcuni casi contraddittoria» dice l’avvocato Giommaria Uggias. Non la pensa allo stesso modo chi difende l’amministrazione. «Non è vero che la cartellonistica è stata messa a norma successivamente. Sono state solo riportate le stesse prescrizioni già esistenti in un unico cartello» dice l’avvocato Antonia Mele, che difende il Comune. «Per quanto riguarda le multe plurime, c’è la possibilità di evitarle, visto che si può uscire dalla Ztl prima di imbattersi nella seconda telecamera» aggiunge invece Virginia Cavallaro.
La mattinata. È il primo atto concreto, dopo il via ai procedimenti dello scorso luglio. Alle 11 il palazzo del giudice di pace è pieno di automobilisti convinti di essere stati multati ingiustamente. Alcuni si difendono da soli, altri si sono affidati a uno studio legale. La cancelleria va quasi in tilt. A un certo punto i giudici Pietro Denti e Emilio Floris, come già deciso la scorsa estate, abbandonano il tribunale per dirigersi nel centro storico. È l’esperimento giudiziale. Accompagnati da due agenti della polizia locale, i giudici percorrono a piedi le vie interessate dalla zona a traffico limitato. Carte e fotografie alla mano, e con l’ausilio di un telelaser della polizia locale, Denti e Floris misurano le distanze tra cartelli e telecamere e si trattengono in particolare in prossimità dei varchi. Nelle prossime settimane si svolgeranno le udienze, con il Comune da una parte e i multati dall’altra.
La battaglia. Il braccio di ferro va avanti da mesi. È cominciato sul giornale e su Facebook e ora arriva in tribunale. In particolare gli avvocati dei multati contestano i verbali plurimi, cioè quelli presi nel giro di pochi secondi. E poi la cartellonistica, che sarebbe stata messa a norma un mese e mezzo dopo l’accensione delle telecamere. Dubbi anche sui cartelli che annunciano la presenza degli occhi elettronici, installati successivamente. «Per me la Ztl è legittima, ma ci sono alcuni aggiustamenti da fare. Io contesto le multe plurime e la cartellonistica in alcuni casi contraddittoria» dice l’avvocato Giommaria Uggias. Non la pensa allo stesso modo chi difende l’amministrazione. «Non è vero che la cartellonistica è stata messa a norma successivamente. Sono state solo riportate le stesse prescrizioni già esistenti in un unico cartello» dice l’avvocato Antonia Mele, che difende il Comune. «Per quanto riguarda le multe plurime, c’è la possibilità di evitarle, visto che si può uscire dalla Ztl prima di imbattersi nella seconda telecamera» aggiunge invece Virginia Cavallaro.
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