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in tribunale 

Presunti terroristi di Al Qaeda, il processo alle ultime battute

Presunti terroristi di Al Qaeda, il processo alle ultime battute

OLBIA. È giunto alle battute finali il processo contro la presunta cellula terroristica di Al Qaeda sgominata a Olbia quattro anni fa. Ieri nel’aula bunker del carcere di Bancali si è svolta una...

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OLBIA. È giunto alle battute finali il processo contro la presunta cellula terroristica di Al Qaeda sgominata a Olbia quattro anni fa. Ieri nel’aula bunker del carcere di Bancali si è svolta una nuova udienza del procedimento contro gli undici pakistani (cinque ancora detenuti) ritenuti dalla Dda di Cagliari e dalla Digos di Sassari facenti parte di un’organizzazione terroristica. Il processo, che va avanti dall’ottobre del 2016, ora prosegue a tappe forzate dopo l’ordinanza della corte d’assise di Sassari che nell’ottobre scorso aveva prorogato di altri sei mesi la carcerazione preventiva degli imputati, giunta ormai al termine massimo di tre anni. Una ordinanza contro la quale i difensori dei presunti terroristi hanno proposto appello al tribunale del riesame di Sassari, che deciderà entro il 10 dicembre. In caso di accoglimento della richiesta di nullità dell’ordinanza i cinque pakistani ancora detenuti dovranno essere rimessi in libertà. Intanto ieri il processo è proseguito con la deposizione del docente universitario in scienze informatiche Bruno Pellero, consulente tecnico nominato dal pm Danilo Tronci in materia di intercettazioni elettroniche, ambientali e satellitari. Il consulente ha sostenuto la valenza della tesi acusatoria nei confronti dell’imam Hafiz Muhammad Zulkifal, al cui cellulare, nel 2011, arrivarono una serie di messaggi che parlavano di stragi in Pakistan e sollecitavano l’invio di danaro per finanziare la Jihad islamica.

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