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Olbia, addio alla donna morta in casa: il figlio andrà a vivere con gli zii

Olbia, addio alla donna morta in casa: il figlio andrà a vivere con gli zii

L’ultimo saluto nella chiesa di San Paolo ad Antonina Sanna, ritrovata cadavere dopo sei mesi

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OLBIA. I parenti e gli amici hanno detto addio ad Antonina Sanna, la donna di 67 anni ritrovata morta dopo sei mesi nella sua casa di via Isonzo dove viveva con il figlio. Nella chiesa di San Paolo la benedizione e le parole del parroco cercano di rendere meno doloroso il distacco della morte. Non c’è il figlio Davide Derosas. L’uomo di 43 anni è ancora ricoverato nel reparto di Psichiatria, in cui si trova dal 18 novembre, giorno del ritrovamento del corpo della mamma, mummificato. Oggi dovrebbe essere dimesso. Andrà a vivere con gli zii e pian piano cercherà di tornare alla vita normale. Resta indagato per occultamento di cadavere e abbandono di incapace. Derosas è assistito dall’avvocato Lia Deiana.

L’abitazione di via Isonzo era stata messa sotto sequestro subito dopo il ritrovamento del cadavere di Antonina Sanna, chiuso a chiave nella stanza da letto, coperto da una montagna di rifiuti e fogli di plastica. Ma di immondizia era piena l’intera casa, al punto che quando gli agenti della polizia locale e della polizia di Stato erano entrato nella villetta, avevano dovuto camminare su un pavimento di bottiglie, cartoni della pizza, sacchetti, lattine. L’autopsia ha escluso che la morte di Antonina Sanna sia dovuta a cause violente. La donna sarebbe morta, molto probabilmente nel mese di maggio, per cause naturali. Complicazioni legate alle sue condizioni di salute. La 67enne, nata a Monti ma residente a Olbia, da quattro anni era invalida. Le sue condizioni erano precipitate dopo la morte del marito. Era diabetica e affetta da obesità, patologie che la avevano costretta a letto. Una condizione che l’aveva portata anche ad allontanarsi progressivamente dagli amici e dai parenti. Ed era proprio questa una delle scuse utilizzate dal figlio in questi mesi per tenere lontani tutti dalla casa in cui la madre era già morta. Ma chi aveva conosciuta Antonina prima della malattia ne aveva potuto apprezzare la grande simpatia e le doti culinarie. Per anni aveva lavorato in due noti ristoranti cittadini. Una vita intensa la sua che l’aveva portata anche a vivere per cinque anni in Germania con il marito. (se.lu.)



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