La Nuova Sardegna

Olbia

Aste pilotate, ci sono altre intercettazioni

di Tiziana Simula
Il presidente Mazzaroppi e il giudice Di Giacomo
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Il presidente Mazzaroppi e il giudice Di Giacomo

La Procura di Roma passa al setaccio i dialoghi tra l’ex presidente Francesco Mazzaroppi e il giudice Alessandro Di Giacomo 

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TEMPIO. Un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato agli 11 indagati dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma sulla presunta turbativa d’asta relativa alla vendita della villa del defunto imprenditore di Arzachena Sebastiano Ragnedda. Il nuovo provvedimento arriva a sette mesi dalla prima notifica agli indagati, ciò significa che la procura capitolina non ha mai smesso di indagare sulla vicenda e anzi ha prodotto ulteriore attività investigativa, nello specifico intercettazioni telefoniche riferite a dialoghi tra l’ex presidente del tribunale di Tempio ed ex presidente della Corte d’Appello di Sassari Francesco Mazzaroppi e il giudice dell’esecuzione del tribunale di Tempio Alessandro di Giacomo, due degli indagati di spicco dell’inchiesta romana, entrambi accusati di turbativa d’asta. L’avviso di conclusione indagini è stato dunque rinnovato, integrando nel fascicolo esistente la nuova attività d’indagine. I reati contestati agli 11 indagati – sei magistrati, due avvocati, un perito e due cancellieri – sono gli stessi: sono quasi tutti accusati di turbativa d’asta o di ipotesi di reato collegati all’accusa principale.

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L’inchiesta sulla presunta asta pilotata condotta dal pubblico ministero Stefano Rocco Fava riguarda la villa di Baia Sardinia, secondo l’accusa “svenduta” all’asta, con un abbattimento del 25 per cento sul prezzo a base d’asta per la presenza di un occupante che, in realtà, era già morto.

Destinatari del provvedimento sono il giudice delle esecuzioni Alessandro Di Giacomo, tuttora sospeso dalle sue funzioni. Il tribunale del Riesame di Roma ha recentemente confermato la misura interdittiva per un anno che era stata disposta nel dicembre 2017 dal gip di Roma Giulia Proto. Indagati insieme a lui con l’accusa di turbativa d’asta, gli aggiudicatari della villa, i magistrati Andrea Schirra e sua moglie Chiara Mazzaroppi (entrambi in servizio a Cagliari), figlia di Francesco Mazzaroppi, anche lui indagato e ritenuto dalla procura di Roma il “regista” dell’operazione. Indagati anche due avvocati del foro di Tempio, Giuliano Frau e Tomasina Amadori, marito e moglie, legali di Mazzaroppi e Schirra, e il perito nominato dal tribunale per valutare l’immobile venduto all’asta, Ermanno Giua, accusato di falsa perizia, raggiunto anche lui dalla misura interdittiva di un anno disposta dal gip di Roma. Altro nome eccellente, quello della presidente della Corte d’Appello di Cagliari, Gemma Cucca. La Procura di Roma le contesta, in sostanza, di aver sottoscritto, quand’era presidente del tribunale di Tempio, un atto riconoscendolo come proprio ma redatto, secondo l’accusa, dal giudice Di Giacomo. Deve rispondere di falso, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale. È finita sotto inchiesta per rivelazione di segreti d’ufficio anche il giudice Elisabetta Carta, attualmente in forza al tribunale di Sassari, accusata di aver disposto le intercettazioni avvisando però gli interessati, gli avvocati Frau e Amadori. Da qualche giorno, la Carta non è più sospesa: il Csm l’ha reintegrata. Indagati, infine, anche due cancellieri del tribunale di Tempio, Francesca Debidda e Maurizio Fara.


 

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