Aste pilotate, la difesa all’attacco sulle intercettazioni telefoniche
I legali degli undici indagati contestano l’ulteriore attività d’inchiesta svolta dalla Procura di Roma Sono stati passati al setaccio i dialoghi tra l’ex presidente Mazzaroppi e il giudice Di Giacomo
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TEMPIO. Le difese si preparano al contrattacco dopo lo sviluppo irrituale dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma sulla presunta turbativa d’asta relativa alla vendita della villa dell’imprenditore di Arzachena Sebastiano Ragnedda. Agli undici indagati è stato notificato un secondo avviso di conclusione delle indagini preliminari a sette mesi dal primo. Ciò significa che la Procura capitolina non ha mai smesso di indagare sulla vicenda. I nuovi atti d’indagine sarebbero rappresentati da intercettazioni telefoniche: conversazioni tra l’ex presidente del tribunale di Tempio ed ex presidente della Corte d’Appello di Sassari Francesco Mazzaroppi e il giudice dell’esecuzione del tribunale di Tempio Alessandro di Giacomo. In pratica, i due indagati sarebbero stati intercettati dopo aver ricevuto il primo avviso di conclusione indagini, quando pensavano che l’inchiesta fosse chiusa. Un fatto ritenuto grave dalle difese. Che lo considera lesivo della segretezza del diritto di difesa e delle scelte difensive.
Alla luce del secondo avviso di conclusione delle indagini – con il quale il pubblico ministero Stefano Rocco Fava contesta agli indagati gli stessi identici reati del primo –, i legali si preparano a mettere in campo le proprie mosse difensive. Innanzitutto, chiederanno l’accesso a tutti gli atti di indagine nuovi. E avranno venti giorni di tempo per depositare memorie difensive e chiedere eventuali interrogatori.
La Procura di Roma contesta a gran parte degli 11 indagati – sei magistrati, due avvocati, un perito e due cancellieri – la turbativa d’asta o ipotesi di reato collegati all’accusa principale. La turbativa d’asta viene contestata al giudice Alessandro Di Giacomo, agli aggiudicatari della villa, i magistrati Andrea Schirra e sua moglie Chiara Mazzaroppi, figlia di Francesco Mazzaroppi, anche lui indagato con la stessa accusa, così come i due avvocati del foro di Tempio, Giuliano Frau e Tomasina Amadori, marito e moglie, legali di Mazzaroppi e Schirra. È accusato invece di falsa perizia, il perito nominato dal tribunale per valutare la villa venduta all’asta, Ermanno Giua. Deve rispondere di falso, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale, la presidente della Corte d’Appello di Cagliari, Gemma Cucca, mentre è accusata di rivelazione di segreti d’ufficio, il giudice Elisabetta Carta. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Franco Luigi Satta, Giandomenico Caiazza, Cataldo Intrieri, Agostinangelo Marras, Antonello Desini, Fabio Varone, Ivano Iai, Elias Vacca, Angelo Merlini e Antonello Fadda. (t.s.)
Alla luce del secondo avviso di conclusione delle indagini – con il quale il pubblico ministero Stefano Rocco Fava contesta agli indagati gli stessi identici reati del primo –, i legali si preparano a mettere in campo le proprie mosse difensive. Innanzitutto, chiederanno l’accesso a tutti gli atti di indagine nuovi. E avranno venti giorni di tempo per depositare memorie difensive e chiedere eventuali interrogatori.
La Procura di Roma contesta a gran parte degli 11 indagati – sei magistrati, due avvocati, un perito e due cancellieri – la turbativa d’asta o ipotesi di reato collegati all’accusa principale. La turbativa d’asta viene contestata al giudice Alessandro Di Giacomo, agli aggiudicatari della villa, i magistrati Andrea Schirra e sua moglie Chiara Mazzaroppi, figlia di Francesco Mazzaroppi, anche lui indagato con la stessa accusa, così come i due avvocati del foro di Tempio, Giuliano Frau e Tomasina Amadori, marito e moglie, legali di Mazzaroppi e Schirra. È accusato invece di falsa perizia, il perito nominato dal tribunale per valutare la villa venduta all’asta, Ermanno Giua. Deve rispondere di falso, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale, la presidente della Corte d’Appello di Cagliari, Gemma Cucca, mentre è accusata di rivelazione di segreti d’ufficio, il giudice Elisabetta Carta. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Franco Luigi Satta, Giandomenico Caiazza, Cataldo Intrieri, Agostinangelo Marras, Antonello Desini, Fabio Varone, Ivano Iai, Elias Vacca, Angelo Merlini e Antonello Fadda. (t.s.)
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