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Olbia

Olbia, raggirato mentre fa la fila all’Inps

di Tiziana Simula
Olbia, raggirato mentre fa la fila all’Inps

Finto ex avvocato si è fatto consegnare 8mila euro da un pensionato fingendosi amico di Taormina

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OLBIA. Gli aveva promesso di aiutarlo nella causa che aveva con l’Inps, spacciandosi per ex avvocato e amico del noto avvocato Carlo Taormina. Lo aveva convinto che il penalista romano, sottosegretario al Ministero dell’Interno nel Governo Berlusconi due, si sarebbe occupato del suo contenzioso con l’Istituto di previdenza sociale. Era riuscito a conquistare la sua fiducia, tanto da spillargli 8mila euro per il pagamento dell’attività professionale svolta e diversi “regalini”, tra i quali una penna Montblanc acquistata in un negozio di Olbia. Compenso e doni erano esclusivamente per l’avvocato Taormina.

Che niente ha, invece, a che fare con la vicenda giudiziaria. Una truffa agli anziani che ha come vittima un 72enne di Olbia, parte offesa nel processo che vede imputato per truffa e falso D.I., 44 anni, residente ad Olbia (già imputato per calunnia in un altro procedimento). D.I., difeso dall’avvocato Gian Franca Sotgiu, dovrà comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Tempio Marco Contu il 5 febbraio prossimo. La vittima è assistita dall’avvocato Giampaolo Murrighile.

Un’ennesima truffa agli anziani. Messa a segno con una modalità insolita. Questa volta la vittima è stata intercettata mentre faceva la fila all’Inps dove il 72enne si era recato per parlare con gli uffici avendo problemi con la pensione della moglie, in attesa di arretrati e del ripristino dell’indennità. Una situazione che il pensionato aveva grande difficoltà a risolvere e di cui si era lamentato col suo vicino di fila, il fantomatico ex avvocato. Il pensionato gli racconta il suo travaglio, essendo sua moglie malata e senza pensione, e lui si dimostra subito disponibile ad aiutarlo, facendogli credere, come si legge nel capo d’imputazione, di essere amico dell’avvocato Taormina. I colloqui e i contatti tra i due proseguono nel tempo (i fatti contestati vanno dal 2013 al 2015). L’imputato fa sapere alla vittima di aver raccontato a Taormina della sua causa con l’Inps e di averlo convinto a rappresentarlo. Il 72enne è quindi certo che la sua causa sia seguita dallo studio del penalista romano, mentre D.I. continua a fare da intermediario tra loro, non riuscendo mai, il pensionato, a incontrare e a parlare neanche telefonicamente con Taormina, né con un altro suo collaboratore, l’avvocato Dell’Anno. Di volta in volta, il pensionato consegna i soldi richiesti per il lavoro e per le spese sostenute dall’avvocato romano, a volte paga in contanti, a volte con versamenti su una post pay. In tutto, 8mila euro.

La pratica va avanti e pure con successo. Perché un giorno, stando all’accusa, D.I. si sarebbe presentato dalla vittima con tanto di atti e documenti falsi con intestazione e logo dell’Inps che avevano per oggetto il “risarcimento e contestuale ripristino dell’indennità”. La causa insomma era stata vinta e lui avrebbe ricevuto un risarcimento di 50mila euro.

Il raggiro, alla fine è stato scoperto. La vittima ha cominciato a insospettirsi per una serie di circostanze e anche perché gli venivano chiesti continuamente dei regali per Taormina, tra questi anche una penna Montblanc. L’uomo, sempre più perplesso, ha così deciso di presentare denuncia ai carabinieri che hanno svolto le indagini.

Ora il decreto di citazione a giudizio della Procura per D.I. con le accuse di truffa e falso.
 

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