La Nuova Sardegna

Olbia

Due mesi fa la pulizia con Giorgia Palmas oggi degrado e rifiuti

Due mesi fa la pulizia con Giorgia Palmas oggi degrado e rifiuti

Nella zona la Capitaneria ha sequestrato una maxi discarica Da via Madagascar alla spiaggia plastica e scarti di edilizia

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OLBIA. Non basta la bellezza di Giorgia Palmas a salvare Cala Saccaia dal degrado. La show girl sarda aveva prestato il suo volto e le sue mani per la campagna di pulizia del Wwf “Plastic free” alla fine di settembre. Con lei anche la presidente dell’associazione ambientalista, Donatella Bianchi. Due mesi dopo, della massiccia raccolta di rifiuti di fine estate sotto i riflettori, resta solo il maxi spot. Quell’angolo di golfo che madre natura ha vestito di bellezza continua a essere maltrattato dagli uomini. La dimostrazione è nella distribuzione del degrado. Le strade di accesso alla spiaggia, in particolare la parte finale di via Madagascar, sono una discarica. Qualche giorno fa la Capitaneria di porto ha messo sotto sequestro per sospetto inquinamento un’area trasformata in un deposito di rifiuti. Il nastro bianco e rosso delimita ancora la zona messa sotto sequestro. Oltre alla parte a mare c’è anche un deposito di pneumatici. Ma a far impressione sono le condizioni del resto del viale che porta alla spiaggetta con vista sui filari di cozze. Nascosti tra la macchia mediterranea ci sono sacchi neri gonfi di barattoli di vernici. Sul lato opposto montagne di plastica, bacinelle, secchi. Proseguendo nella strada del degrado ecco cumuli di inerti, scarti di edilizia. Ogni volta è un colpo al cuore. Perché poi sollevi lo sguardo e davanti a te vedi un mare dalla bellezza disarmante. I filari di cozze, le navi che scivolano sulle onde, le barche che si spostano per la pesca. E capisci che chi maltratta Cala Saccaia sono sempre e solo loro. Gli uomini. Incivili, irrispettosi, vandali. Perché come ladri, nella notte vanno ad abbandonare i rifiuti per non smaltirli in modo corretto. Delinquenti quasi tollerati. Perché la zona è completamente abbandonata a sé stessa. Troppo lontana per essere pattugliata dalle forze dell’ordine se non a campione. Disabitata perché possa interessare alla classe politica. Ed ecco quindi che Cala Saccaia è terra di nessuno. E non si punti il dito contro le mareggiate. Perché i rifiuti che porta il mare, tra l’altro a mollo perché gettati dagli uomini, restano sulla spiaggia. Non possono certo finire dentro i bustoni di plastica nascosti tra la vegetazione. Basterebbe pensare davvero a un piano per Cala Saccaia. Non a interventi spot utili solo per due belle fotografie-spot sui giornali e per lavarsi la coscienza. (se.lu.)

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