La rivolta delle famiglie: «Riaprite il centro sociale»
di Angelo Mavuli
La struttura, chiusa dallo scorso luglio, era frequentata da numerosi bambini «Dovevano essere effettuati piccoli lavori, ma ancora oggi non si sa nulla»
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TEMPIO. Il centro di aggregazione sociale di Via Romita, chiuso a fine luglio dall’amministrazione comunale, “per consentire l’esecuzione di alcuni lavoretti di manutenzione, oltre che la normale imbiancatura dei locali che avrebbero potuto richiedere massimo due settimane”, è ancora inutilizzato con grave danno didattico per i bambini che lo frequentavano ed enormi disagi per le famiglie. Le quali, stanche delle promesse non mantenute da amministratori e funzionari comunali, hanno deciso di far sentire la loro voce. Con un comunicato «Mamme e papà, i cui bambini hanno necessità di frequentare il centro di aggregazione sociale, manifestano per intero il loro disappunto per il disinteresse manifestato da amministratori e funzionari del Comune nei confronti del Centro di aggregazione sociale. La struttura è chiusa dal mese di luglio quando al termine di una recita degli alunni, il sindaco Andrea Biancareddu, (che chiedeva un mese di tempo per il disbrigo di alcune pratiche), prometteva la ripresa dell’attività entro il mese di agosto. Premesso che anche questo lasso di tempo creava non pochi problemi ai genitori che contavano su un servizio che intratteneva bambini normodotati e disabili anche durante l’estate, tutti abbiamo riposto fiducia nelle promesse, pur se consapevoli che tra i più importanti servizi offerti dal Centro vi fosse anche il supporto ai compiti proposti dalla scuola. Passato agosto - proseguono le famiglie nel comunicato -, abbiamo assistito invece, di settimana in settimana, ad un palleggio di responsabilità fra amministratori e funzionari degli uffici che stanno procrastinando sine die di settimana in settimana, l’apertura del centro. Ignorando totalmente le sollecitazioni dei genitori e le necessità didattiche e psicopedagogiche degli alunni che hanno bisogno della riapertura del servizio e che hanno nelle figure delle operatrici punti fermi di riferimento e di certezza. Tutti noi - conclude il documento con numerose firme - vedevamo nel centro un luogo sicuro dove i nostri figli potevano socializzare e partecipare a tantissime attività altrimenti precluse. Ora anche questo presidio è venuto a mancare».
Sul mancato “ripristino” del centro, che parrebbe non dovuto soltanto a motivi logistici ma soprattutto a questioni di assegnazione comunale alle cooperative interessate, il 7 novembre scorso era intervenuto con una interrogazione consiliare, rimasta senza risposta, il gruppo consiliare Ripensare Tempio di Antonio Addis, Sebastiana Carta e Daniela Campra. Non è escluso che nei prossimi giorni, il malcontento possa trovare qualche forma di protesta eclatante.
Sul mancato “ripristino” del centro, che parrebbe non dovuto soltanto a motivi logistici ma soprattutto a questioni di assegnazione comunale alle cooperative interessate, il 7 novembre scorso era intervenuto con una interrogazione consiliare, rimasta senza risposta, il gruppo consiliare Ripensare Tempio di Antonio Addis, Sebastiana Carta e Daniela Campra. Non è escluso che nei prossimi giorni, il malcontento possa trovare qualche forma di protesta eclatante.
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