LA PRESENTAZIONE
Violenza assistita, libro provocazione
Crovetti e Depalmas in biblioteca: «Vogliamo rompere il silenzio»
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Hanno lanciato la pietra. Ma non hanno nascosto la mano.
Provocano, vogliono cercare il dibattito, scatenare una reazione. Non solo. Quando Giacomo Crovetti e Cristiano Depalmas hanno scritto il libro “La violenza assistita. Da fenomeno a reato”, hanno sì pensato a una provocazione per divulgare un fenomeno per molti ancora sconosciuto, ma adesso sperano che il loro “urlo nel silenzio” non si disperda nel vuoto.
Il vuoto è soprattutto quello normativo, per i bambini vittime di violenza assistita. Così, gli autori, sono andati oltre. Hanno “inventato” un articolo del codice penale, in base al quale si punisce il responsabile di violenza assistita. «Che è quella che percepiscono e vivono direttamente i minori, con tutti i danni apportati al loro sviluppo”, come scrive nella prefazione Luigi Offeddu.
Di violenza assistita si occupano da tempo i centri antiviolenza e in particolare Prospettiva Donna. E proprio la presidente Patrizia Desole ha ricoperto il ruolo di moderatrice alla presentazione del libro, che in città si è tenuta nella sala “Alfonso De Roberto” della biblioteca simpliciana.
Gli autori, che mettono il bambino davanti a tutto, hanno scritto con attenzione 100 pagine, pensando a un linguaggio che non fosse troppo specialistico, ma facile da apprendere. «E anche per questo che nel terzo capitolo - hanno detto - sono stati inseriti i disegni di bambini che hanno sofferto terribilmente perché spettatori di violenze continue tra le mura domestiche». “Non si può non vedere la violenza in quei disegni”. C’è dolore, vuoto, tristezza, paura, devastazione. «Perché quei bambini - come ha ribadito Cristiano Depalmas - hanno disegnato solo ciò che vedono e, quindi, il grande disagio della vita». «Bambini a cui è stata strappata l’infanzia», ha aggiunto l’assessora della Pubblica Istruzione Sabrina Serra, che ha partecipato all’incontro.
Per Fabio Roia, che ha scritto le conclusioni, «questo è un libro coraggioso e simbolico, anche perché la gravità della condotta, non sempre compresa e condivisa dalla censura sociale, merita un intervento sanzionatorio chiaro ed efficace. Il minore che assiste sistematicamente a condotte violente, sul piano fisico o psicologico, assorbe una traumaticità pericolosa e a volte devastante che provoca immediatamente sofferenza, scompenso psicologico e regressione e che può trasmettergli una tendenza a ripetere le manifestazioni violente in età adulta».
Giacomo Crovetti è avvocato. E’ un esperto di diritto amministrativo, fa parte del gruppo di studio psicosociale della Camera Minorile di Sassari e partecipa a studi e approfondimenti relativi alla Media Education.
Cristiano Depalmas è laureato in Pedagogia, in Psicologia e in Scienze dell’educazione e della formazione. E’ anche docente universitario a Sassari, alla Facoltà di Medicina. (s.p.)
Provocano, vogliono cercare il dibattito, scatenare una reazione. Non solo. Quando Giacomo Crovetti e Cristiano Depalmas hanno scritto il libro “La violenza assistita. Da fenomeno a reato”, hanno sì pensato a una provocazione per divulgare un fenomeno per molti ancora sconosciuto, ma adesso sperano che il loro “urlo nel silenzio” non si disperda nel vuoto.
Il vuoto è soprattutto quello normativo, per i bambini vittime di violenza assistita. Così, gli autori, sono andati oltre. Hanno “inventato” un articolo del codice penale, in base al quale si punisce il responsabile di violenza assistita. «Che è quella che percepiscono e vivono direttamente i minori, con tutti i danni apportati al loro sviluppo”, come scrive nella prefazione Luigi Offeddu.
Di violenza assistita si occupano da tempo i centri antiviolenza e in particolare Prospettiva Donna. E proprio la presidente Patrizia Desole ha ricoperto il ruolo di moderatrice alla presentazione del libro, che in città si è tenuta nella sala “Alfonso De Roberto” della biblioteca simpliciana.
Gli autori, che mettono il bambino davanti a tutto, hanno scritto con attenzione 100 pagine, pensando a un linguaggio che non fosse troppo specialistico, ma facile da apprendere. «E anche per questo che nel terzo capitolo - hanno detto - sono stati inseriti i disegni di bambini che hanno sofferto terribilmente perché spettatori di violenze continue tra le mura domestiche». “Non si può non vedere la violenza in quei disegni”. C’è dolore, vuoto, tristezza, paura, devastazione. «Perché quei bambini - come ha ribadito Cristiano Depalmas - hanno disegnato solo ciò che vedono e, quindi, il grande disagio della vita». «Bambini a cui è stata strappata l’infanzia», ha aggiunto l’assessora della Pubblica Istruzione Sabrina Serra, che ha partecipato all’incontro.
Per Fabio Roia, che ha scritto le conclusioni, «questo è un libro coraggioso e simbolico, anche perché la gravità della condotta, non sempre compresa e condivisa dalla censura sociale, merita un intervento sanzionatorio chiaro ed efficace. Il minore che assiste sistematicamente a condotte violente, sul piano fisico o psicologico, assorbe una traumaticità pericolosa e a volte devastante che provoca immediatamente sofferenza, scompenso psicologico e regressione e che può trasmettergli una tendenza a ripetere le manifestazioni violente in età adulta».
Giacomo Crovetti è avvocato. E’ un esperto di diritto amministrativo, fa parte del gruppo di studio psicosociale della Camera Minorile di Sassari e partecipa a studi e approfondimenti relativi alla Media Education.
Cristiano Depalmas è laureato in Pedagogia, in Psicologia e in Scienze dell’educazione e della formazione. E’ anche docente universitario a Sassari, alla Facoltà di Medicina. (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
