La Nuova Sardegna

Olbia

Commissariati di polizia in Gallura 2 sedi disagiate

di Angelo Mavuli
Commissariati di polizia in Gallura 2 sedi disagiate

Il sindacato “Equilibrio sicurezza” non accetta la bozza del decreto ministeriale: «Tempio e Santa Teresa, ancora una volta, sono state tagliate fuori dall’elenco»

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TEMPIO. La bozza del decreto ministeriale resa nota dal Dipartimento della Pubblica sicurezza con la quale annualmente si elencano le sedi per la polizia di Stato considerate disagiate, ha provocato la pronta reazione del sindacato “Equilibrio Sicurezza”. Nell’elenco mancano infatti i commissariati di Tempio e Santa Teresa Gallura, “ancora una volta totalmente ignorati dal provvedimento” come fa risaltare una nota a firma di Giovanni Cabras, segretario generale di Equilibrio sicurezza di stanza a Nuoro.

«Così come chiaramente emerso nel corso delle diverse riunioni tenutesi in questi ultimi mesi - scrive in un comunicato Equilibrio Sicurezza, mobilitato sino al suo massimo livello -, non concorda assolutamente con la recente bozza di decreto che esclude nuovamente dall’elenco delle sedi disagiate i commissariati di Tempio e Santa Teresa. L’argomento è già stato portato all’attenzione di tutti i maggiori esponenti politici e parlamentare sardi, alcuni dei quali già da tempo si interessano alle problematiche create da questo spinoso problema e che non mancheranno di sostenere le problematiche di Tempio e Santa Teresa davanti al Ministro Salvini». Ministro peraltro già informato, come si evince anche da una lettera inviatagli dai segretari generale di tre sindacati della polizia di Stato: la Fsp, la Es e la Ls.

«Come è noto - scrive fra le altre cose Cabras - le precedenti compagini governative avevano assunto con i poliziotti l’impegno di istituire un’apposita indennità che retribuisse l’effettivo disagio quotidiano che affrontano i colleghi impegnati nei servizi di controllo del territorio. Essi assicurano alla comunità uno dei servizi che in assoluto è tra i più usuranti, rischiosi e impegnativi. Da troppi anni però - prosegue la lettera -, aspettano che le istituzioni dimostrino nei loro confronti l’attenzione che indubbiamente meriterebbero. Quindi, sia per le specifiche quanto oggettive condizioni di disagio che questo tipo di servizio comporta, sia per l’effettiva sovraesposizione cui sono quotidianamente sottoposti, possiamo affermare che le donne e gli uomini che lo assolvono subiscono, con l’attuale trattamento economico, una vera e propria ingiustizia. Chiediamo dunque che, nell’ambito di uno dei tanti provvedimenti in itinere, si intervenga subito normativamente per introdurre un’adeguata valorizzazione dell’operatività di chi lavora esposto alle condizioni metereologiche peggiori e ai rischi maggiori per garantire uno dei risultati più importanti cui uno Stato punta: il controllo del suo territorio».

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