Loiri, il Puc verso l’ok oggi via libera finale Critica la minoranza
di Serena Lullia
Il sindaco Lai: «Giusto compromesso tra tutela e sviluppo» Il consigliere Inzaina: «Un disastro, piano da correggere»
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INVIATA A LOIRI. Tre sindaci in aula per un Puc atteso dal 1989. Giovanni Inzaina, 18 anni in fascia tricolore, oggi siede nei banchi dell’opposizione. Il suo Piano urbanistico venne cestinato dalla Regione. Stessa sorte toccò allo strumento di pianificazione proposto da Giuseppe Meloni, oggi consigliere di maggioranza. Francesco Lai, alla guida del Comune da due anni. Il suo Puc, concordato con la Regione, è candidato all’approvazione. Il documento che disegna il territorio di domani arriva in Consiglio per la riadozione. Corretto dopo le bacchettate arrivate dai tecnici cagliaritani alla versione Meloni. Il Piano Lai è alleggerito nella previsione di crescita di abitanti per i prossimi dieci anni e quindi di volumi. «Un giusto compromesso tra la tutela e la salvaguardia del nostro bene principale, che è l’ambiente – afferma il sindaco Lai – e lo sviluppo del nostro territorio. Sulle coste in particolare con una ricettività di lusso, quattro e cinque stelle di cui siamo carenti, ma anche nell’entroterra, dove in base alla attuale normativa ci sono i requisiti per sviluppare le volumetrie. Probabilmente ci sarà qualche errore nella cartografia che correggeremo anche con il contributo della minoranza».
Puc in pillole. La previsione di crescita del comune è di 6069 abitanti in dieci anni. Lo studio demografico realizzato dal docente Carlo Marcetti è stata la carta vincente per convincere la Regione a ragionare di pianificazione con il Comune. La precedente previsione, 16mila abitanti, era stato un tentativo respinto. Con il taglio degli abitanti ovviamente si alleggeriscono i metri cubi. 170mila sono quelli previsti nella fascia costiera in zone F. Nel Puc Inzaina-Meloni erano 359mila. Per il completamento degli unici due centri urbani riconosciuti, Loiri e Porto San Paolo, ci sono 110 mila metri cubi. Per la loro espansione 198 mila . Prima ne erano ipotizzati 447 mila.
Maggioranza vs minoranza. Per l’assessore all’Urbanistica Pinuccio Maludrottu «il risultato finale ripaga del lavoro fatto – afferma –. Siamo consapevoli che il Puc possa essere migliorato. Ma una variante è molto più facile da fare di un Puc. Questo Piano parte da uno studio del territorio di dettaglio. Non macchie di colore per prevedere i nuovi volumi nelle frazioni. Ma disposizione puntuale delle future unità abitative. Oggi abbiamo una mappatura reale del territorio. Uno strumento che darà certezza ai residenti e agli investitori». Ma per il consigliere Giovanni Inzaina «questo Puc è fatto male e pieno di errori. Un disastro. Mette volumi sono in alcune frazioni e ne penalizza altre che invece nel tempo hanno dimostrato una certa vivacità nella crescita demografica. Ci sono ingiustizie al suo interno che pretendiamo siano corrette. Per non parlare degli errori delle cartografie, senza strade, senza indicazioni tali da capire bene di cosa stiamo parlando. La nostra proposta come minoranza è di ritirare il Piano, lavorarci insieme, correggerlo e riportarlo in aula tra due mesi in Consiglio. Ci lavorate da 7 anni. Due mesi in più cosa saranno. Tanto in questo modo la Regione non lo approverà mai». Oggi il voto finale in Consiglio.
Puc in pillole. La previsione di crescita del comune è di 6069 abitanti in dieci anni. Lo studio demografico realizzato dal docente Carlo Marcetti è stata la carta vincente per convincere la Regione a ragionare di pianificazione con il Comune. La precedente previsione, 16mila abitanti, era stato un tentativo respinto. Con il taglio degli abitanti ovviamente si alleggeriscono i metri cubi. 170mila sono quelli previsti nella fascia costiera in zone F. Nel Puc Inzaina-Meloni erano 359mila. Per il completamento degli unici due centri urbani riconosciuti, Loiri e Porto San Paolo, ci sono 110 mila metri cubi. Per la loro espansione 198 mila . Prima ne erano ipotizzati 447 mila.
Maggioranza vs minoranza. Per l’assessore all’Urbanistica Pinuccio Maludrottu «il risultato finale ripaga del lavoro fatto – afferma –. Siamo consapevoli che il Puc possa essere migliorato. Ma una variante è molto più facile da fare di un Puc. Questo Piano parte da uno studio del territorio di dettaglio. Non macchie di colore per prevedere i nuovi volumi nelle frazioni. Ma disposizione puntuale delle future unità abitative. Oggi abbiamo una mappatura reale del territorio. Uno strumento che darà certezza ai residenti e agli investitori». Ma per il consigliere Giovanni Inzaina «questo Puc è fatto male e pieno di errori. Un disastro. Mette volumi sono in alcune frazioni e ne penalizza altre che invece nel tempo hanno dimostrato una certa vivacità nella crescita demografica. Ci sono ingiustizie al suo interno che pretendiamo siano corrette. Per non parlare degli errori delle cartografie, senza strade, senza indicazioni tali da capire bene di cosa stiamo parlando. La nostra proposta come minoranza è di ritirare il Piano, lavorarci insieme, correggerlo e riportarlo in aula tra due mesi in Consiglio. Ci lavorate da 7 anni. Due mesi in più cosa saranno. Tanto in questo modo la Regione non lo approverà mai». Oggi il voto finale in Consiglio.
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