Arru risponde ai sindaci: «Niente tagli all’ospedale»
Otorino non si tocca e si parte con la stabilizzazione in Medicina e Chirurgia. Smobilita il presidio degli occupanti
TEMPIO. La giunta regionale accetta alcune condizioni imposte dai sindaci dell’Unione per il Paolo Dettori. E lo fa sapere con una lettera inviata dall’assessore regionale della Sanità Luigi Arru. L’unico reparto di cui per ora non si parla è il punto nascite, per il quale era stata annunciata la richiesta di una deroga.
Ma questa non è stata l’unica novità della giornata: smobilita, ma rimane vigile, il presidio degli occupanti che, il 27, terrà una assemblea.
Alla Prefettura di Sassari è arrivata l’attesa risposta dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru alle richieste dei sindaci sulla riforma sanitaria. Ed ecco ciò che si legge testualmente nella lettera: «La giunta regionale ha approvato la delibera avente per oggetto “Assistenza ospedaliera. Riconversione dell'offerta assistenziale degli ospedali pubblici e privati e ripartizione tendenziale dei posti letto tra i presidi ospedalieri afferenti alle aree omogenee Nord-ovest e Sud-est. Approvazione definitiva».
Che cosa vuol dire? Che «l'Unità Ospedaliera Complessa di Otorino rimarrà presso l'ospedale di Tempio, alla luce della recente conversione della delibera sull'assegnazione tendenziale dei posti letto che prevede per il territorio dell'alta Gallura sei posti di otorinolaringoiatria. Saranno attivati anche - prosegue la lettera dell’assessore -, due posti letto per la terapia semi-intensiva, per sostenere sia l’attività chirurgica che internistica. In particolare l’obiettivo dell'implementazione organizzativa del Dettori per intensità di cura, presumibilmente entro il 15 gennaio, dovrà permettere un aumento del grado di specializzazione dell'ospedale di Tempio per la presa in carico dei pazienti affetti da patologia cardiache e respiratorie presumibilmente». L’assessore fa anche sapere che ci sarà una «rapida stabilizzazione organizzativa dell’ospedale tempiese, sia per la Medicina che per la Chirurgia. Stato di cose che permetterà la piena funzionalità del Dettori in rete con gli altri ospedali».
La lettera, che invece non fa nessun cenno al reparto di Ostetricia e Ginecologia, chiuso da diversi mesi, verrà esaminata dai sindaci dell’Unione dei Comuni che dovranno valutare anche la possibilità di dimettersi per protesta, espressa durante una assemblea il 21 novembre scorso. Invece ha smobilitato il presidio dgli occupanti che però ha deliberato di convocare, in luogo da definirsi, un incontro pubblico per capire meglio lo stato delle cose.
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