Arru-Lapia, scontro all’ultimo post
La deputata M5s attacca: «Difendiamo i nostri medici». L’assessore: «Studi»
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OLBIA. Il Mater e la sanità pubblica. Uno degli argomenti caldi sulle bacheche dell’assessore regionale Luigi Arru e della deputata grillina Mara Lapia. Botta e risposta a distanza, in cui si perde un po’ della bellezza del caro vecchio confronto faccia a faccia. Arru e Lapia sono grandi nemici su Fb. Lapia in un post attacca l’apertura del Mater. «Come si fa a dire che un ospedale è un’eccellenza se non si conosce nemmeno il nome di un medico, così giusto per valutarne il curriculum?Perché è bella la struttura e vi hanno ficcato in testa che è un’eccellenza. E magari siete quelli che chiamano Nuoro macelleria o disdegnate Tempio, Sassari dove abbiamo medici che sono veramente eccellenze che tutti ci invidiano. Maledetta ignoranza. Siamo un popolo sempre in vendita. Si distrugge ciò che si ha di buono e ci si vende al primo offerente. Pure con gioia. Il mio ospedale è Nuoro. La mia Asl è Siniscola. Pretendo di fare le mie visite lì assessore. Facciamolo insieme. Non facciamoci portare va le nostre eccellenze». La replica dell’assessore Arru arriva a stretto giro di post. «I fenomeni biologici, sociali, hanno bisogno di tempo per avere effetto, non hanno un comportamento guidato dal meccanismo di un interruttore: accendo/spengo, bianco/nero, on/off. Ho avuto insegnanti al liceo classico Giorgio Asproni di Nuoro molto severi, ma straordinari. Chiedevano le nostre opinioni, ci facevano commentare un testo ma non prima di aver studiato, approfondito. Ora leggere un post il cui autore è un avvocato, un deputato mi preoccupa. I documenti ufficiali su Mater sono a disposizione dal 2014, approvati in Consiglio regionale, così come le norme dello Sblocca Italia, prima, e il Def attuale ratificate dal governo nazionale. Le finalità del Mater non sono entrare in competizione con l’ospedale di Nuoro o il distretto di Siniscola, ma di avviare un percorso di alta specialità (descritto secondo criteri oggettivi), misurato per aiutare l’ integrazione con gli ospedali e le università sarde, dare una risposta alla mobilità passiva, cioè alla domanda di alta specializzazione che circa il 4% dei sardi rivolge alla Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Liguria. Nessuna privatizzazione della sanità, perché Ospedaliera privata incide sul Fondo sanitario regionale per circa il 4-5%, secondo norme nazionali. Ricordo che i posti letto del Mater erano previsti nel Piano sanitario regionale 2006, pur chiamandosi San Raffaele, 200, risolvono un problema storico, quello della Gallura, che ha avuto il più basso numero di posti letto per abitante in Sardegna. Se non sarà superata la fase di avvio, per le prestazioni di alta specialità, non avrà rimborsi. Studiare, studiare, studiare».
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