Tribunale verso il baratro pressing sul ministro M5s
di Angelo Mavuli
Lo sciopero a oltranza degli avvocati scuote dal torpore la politica gallurese L’interpellanza del deputato Marino e un intervento del leghista Giagoni
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Il tribunale di Tempio al collasso diventa un caso politico nazionale e la Gallura ora va in pressing sul ministero della Giustizia. Lo sciopero a oltranza degli avvocati ha ottenuto il primo risultato utile: sfondare il muro di silenzio della politica sulla crisi del tribunale. Suona la sveglia, intervengono il deputato M5s Nardo Marino e il consigliere regionale della Lega Dario Giagoni. Fioccano le interpellanze.
Marino e Giagoni della Lega a Cagliari raccolgono l’appello lanciato dall’Ordine degi avvocati e denunciano, ciascuno nella sede di competenza, la drammatica situazione dell’amministrazione giudiziaria in Gallura, penalizzata dalle insostenibili condizioni in cui sono costretti a lavorare magistrati, avvocati e personale amministrativo a causa dell’organico ridotto all’osso. Con una interpellanza presentata al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s pure lui) il deputato Nardo Marino parla «di una condizione, che non può essere taciuta e non può essere ignorata». Situazione peraltro già rimarcata dalle risultanze di una ispezione ministeriale svolta nei mesi scorsi. «Siamo di fronte a una situazione di giustizia negata che danneggia un intero territorio», dice Nardo Marino che parla anche di «emergenza sociale per risolvere la quale è necessario un urgente intervento politico e tecnico in grado di individuare le misure necessarie per restituire alla Gallura un diritto di fondamentale importanza e di rango costituzionale».
Il parlamentare M5s fa quadrato intorno all’iniziativa forte degli avvocati galluresi: «Merita attenzione – dice – lo sciopero a oltranza della classe forense. Una extrema ratio alla quale gli avvocati sono stati costretti a ricorrere per manifestare con fermezza le insostenibili condizioni in cui sono costretti a lavorare». Marino descrive il quadro allarmante sia nel settore civile che in quello penale e sollecita il ministro Bonafede a intervenire. L’azione del deputato olbiese non è isolata. In Parlamento, infatti, le interlocuzioni con lo stesso ministero della Giustizia continuano in collaborazione con i parlamentari M5s nella commissione Giustizia, la senatrice nuorese Lucia Elvira Evangelista e il deputato sassarese Mario Perantoni.
In Regione, invece, invece si muove il leghista Dario Giagoni: «Il tribunale di Tempio è pesantemente gravato da una carenza di personale giudicante, inquirente e amministrativo in forma ormai cronica. I pochi magistrati sono costretti gestire un carico di lavoro triplo rispetto agli altri tribunali sardi. Al tempo stesso, però, hanno un tempo medio di permanenza nella sede gallurese ridottissimo, rendendo così difficile la gestione dei processi». Giagoni denuncia anche la penuria di personale amministrativo e un numero di processi pendenti da record. Giagoni chiude con un appello al presidente della giunta regionale Solinas «perché si adoperi presso il ministero affinché questo stato di cose abbia fine».
Marino e Giagoni della Lega a Cagliari raccolgono l’appello lanciato dall’Ordine degi avvocati e denunciano, ciascuno nella sede di competenza, la drammatica situazione dell’amministrazione giudiziaria in Gallura, penalizzata dalle insostenibili condizioni in cui sono costretti a lavorare magistrati, avvocati e personale amministrativo a causa dell’organico ridotto all’osso. Con una interpellanza presentata al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s pure lui) il deputato Nardo Marino parla «di una condizione, che non può essere taciuta e non può essere ignorata». Situazione peraltro già rimarcata dalle risultanze di una ispezione ministeriale svolta nei mesi scorsi. «Siamo di fronte a una situazione di giustizia negata che danneggia un intero territorio», dice Nardo Marino che parla anche di «emergenza sociale per risolvere la quale è necessario un urgente intervento politico e tecnico in grado di individuare le misure necessarie per restituire alla Gallura un diritto di fondamentale importanza e di rango costituzionale».
Il parlamentare M5s fa quadrato intorno all’iniziativa forte degli avvocati galluresi: «Merita attenzione – dice – lo sciopero a oltranza della classe forense. Una extrema ratio alla quale gli avvocati sono stati costretti a ricorrere per manifestare con fermezza le insostenibili condizioni in cui sono costretti a lavorare». Marino descrive il quadro allarmante sia nel settore civile che in quello penale e sollecita il ministro Bonafede a intervenire. L’azione del deputato olbiese non è isolata. In Parlamento, infatti, le interlocuzioni con lo stesso ministero della Giustizia continuano in collaborazione con i parlamentari M5s nella commissione Giustizia, la senatrice nuorese Lucia Elvira Evangelista e il deputato sassarese Mario Perantoni.
In Regione, invece, invece si muove il leghista Dario Giagoni: «Il tribunale di Tempio è pesantemente gravato da una carenza di personale giudicante, inquirente e amministrativo in forma ormai cronica. I pochi magistrati sono costretti gestire un carico di lavoro triplo rispetto agli altri tribunali sardi. Al tempo stesso, però, hanno un tempo medio di permanenza nella sede gallurese ridottissimo, rendendo così difficile la gestione dei processi». Giagoni denuncia anche la penuria di personale amministrativo e un numero di processi pendenti da record. Giagoni chiude con un appello al presidente della giunta regionale Solinas «perché si adoperi presso il ministero affinché questo stato di cose abbia fine».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
