La Nuova Sardegna

Olbia

“Il lamento del Mediterraneo” a Orosei

di Mauro Piredda
“Il lamento del Mediterraneo” a Orosei

Festival del canto polifonico, due giorni all’insegna della musica e dell’ospitalità

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OROSEI. Prosegue oggi e domani a Orosei la seconda edizione de “Il lamento del Mediterraneo”, festival incentrato sul canto polifonico arcaico a trasmissione orale con ospiti internazionali, concerti, laboratori, proiezioni, conferenze e visite agli oratori locali. Tre le iniziative della giornata di ieri la proiezione dei documentari riguardanti la settimana Santa di Orosei, Mussomeli, Cuglieri e A Pieve di a Serra in Corsica (con commenti e interventi di Renato Morelli, Alessandra Broccolini, Katia Ballacchino, Jean Charles Adami e Martino Corimbi); il percorso nel centro storico alla scoperta delle chiese e degli oratori, della loro storia e del ruolo nella società oroseina (con la guida di Michele Carta); il concerto serale nell’oratorio Sas Ànimas, del Teatr Zar di Wrocław e del Cuncordu de Orosei.

Oggi, alle 9,30 all’ex Monte Granatico è prevista la conferenza sulla polifonia e il canto sacro alla quale seguirà, alle 16 un laboratorio di canto corso e georgiano (che sarà ripetuto domani alle 10). In programma alle 19, nell’oratorio del Rosario, il concerto con il Cuncordu di Cuglieri e i cori dell’Arciconfraternita del Ss Sacramento di Mussomeli (Sicilia) e di A Pieve di a Serra (Corsica). Concerto previsto anche domani, alle 19 ma all’oratorio di Santa Croce, con i polacchi del Teatr Zar e il Cuncordu di Castelsardo. Sempre domani, alle 16 al Monte Granatico, la proiezione del documentario che da il titolo alla rassegna.

Dopo anni di incontri e scambi, i gruppi coinvolti nel progetto hanno sentito la necessità di riunirsi per condividere e dedicare le proprie tradizioni e le proprie voci al teatro di una delle crisi umanitarie più gravi degli ultimi anni: il mar Mediterraneo. «Il Lamento del Mediterraneo – prosegue il comunicato del festival – è dunque un appello, un momento unico ed importante di ascolto e di incontro in cui per la prima volta le voci di queste isole si riuniscono in un progetto comune rivolto all’accoglienza».

La prima edizione si era tenuta a Mussomeli nel 2016 e aveva visto coinvolta l’intera comunità locale che nel segno dell’ospitalità aveva partecipato a tutta l’organizzazione. Anche allora diversi i gruppi partecipanti che avevano dato vita a concerti, conferenze e momenti di riflessione in luoghi particolarmente significativi. Uno di questi è stato il cimitero di Mussomeli con i loculi donati all’accoglienza di alcuni corpi della strage del 3 ottobre 2013 (368 persone morirono nelle acque di fronte a Lampedusa). L’intento è di replicare questo progetto l’anno prossimo in Corsica (Pieve di a Serra) e l’anno seguente, il 2021, a Wrocław (Polonia), anno in cui la città polacca sarà Città Unesco per le arti performative.

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