La ruspa demolisce l’ex caserma
Avanza il progetto di riqualificazione: abbattuta la storica sede dei vigili del fuoco sul lungomare
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OLBIA. Il primo colpo di benna, accompagnato dal suono di una sirena, arriva come un tuffo al cuore. C’è chi, in quell’edificio, ci è cresciuto, chi ci ha lavorato per anni. Un immenso dispiacere provato dallo stesso sindaco che, da bambino, giocava e correva proprio lì davanti. Nel giorno dell’avvio della demolizione della storica caserma dei vigili del fuoco di piazza Crispi, sono in molti a piangere. «Ed è comprensibile - ammette Settimo Nizzi -, perché questa caserma e tutte le squadre che hanno operato dal 1950 al 2007 hanno rappresentato un punto di riferimento importantissimo per la comunità. Ma adesso, in noi, c’è la gioia di restituire questa zona alla comunità con un nuovo intervento di riqualificazione che cambierà il volto del fronte mare. Qui verrà creata una enorme piazza, con camminamenti in legno, fontane, aree verdi e piste ciclabili. Un restyling che rappresenterà anche un ottimo biglietto da visita per la città, senza però mai dimenticare la caserma e i suoi uomini: per questo, il Comune dedicherà loro una targa».
I lavori dovrebbero terminare a fine 2020. Era stata però la giunta Giovannelli, nel 2014, a trovare i fondi per riqualificare la zona e l’amministrazione di Nizzi ha proseguito nella stessa direzione. Già da settimane sono state chiuse tutte le strade che portano in via Redipuglia, proseguendo la fase due. Che comprende anche l’abbattimento della caserma dei vigili del fuoco, cominciato ieri alle 10.15. Davanti a tanti vigili, molti dei quali in pensione, che non trattenevano le lacrime. Uno di loro, Mario Idini, in quella caserma viveva con la famiglia. Il padre Angelo era stato il primo comandante olbiese e sua madre Osvalda aveva il compito di rispondere alle chiamate di intervento. «Come dimenticare quei momenti, come dimenticare la mia vita lì, tra quella mura - dice Mario Idini -. Non si può certo fermare il progresso, ma penso che si sarebbe potuta salvare la struttura trasformandola in un asilo o in una scuola di vela». La pensano come lui Paolo Nirta («Un colpo al cuore, assistere alla demolizione») e Raffaele Carnevale, 36 anni di lavoro come pompiere e padre di tre figli (Giuseppe, Alberto e Maurizio), tutti vigili del fuoco. «Fa male vedere la nostra caserma sgretolarsi sotto una benna - dice Carnevale. I ricordi? Tantissimi, belli e brutti. Ma ciò che contava per noi era sempre salvare la vita delle persone». Tra gli ex c’è pure Erminio Eretta, il cui padre (Giacomo) era stato il primo pompiere di Olbia a lavorare in piazza Crispi. «Prima di diventare vigile del fuoco - venivo qui a giocare -. E mi ricordo anche quando mio padre mi assicurava con una corda e mi faceva scendere in acqua affinché imparassi a nuotare».
Anche Giampiero Budroni, attuale capo del distaccamento della Basa dei vigili del fuoco, ha lavorato in piazza Crispi. «Un’emozione pensare a quanto questa caserma fosse integrata nel quartiere. Mettevamo a disposizione l’autorimessa durante il carnevale per consentire agli organizzatori di friggere e l’intera caserma era sempre aperta per la festa di San Giovanni».
Ma c’è stato un intoppo, ieri pomeriggio, mentre proseguiva l’attività di demolizione. Gli operai hanno rotto per errore un tubo del gas e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per riparare la falla. Proprio lì, dove la loro ex caserma sta pian piano scomparendo. (s.p.)
I lavori dovrebbero terminare a fine 2020. Era stata però la giunta Giovannelli, nel 2014, a trovare i fondi per riqualificare la zona e l’amministrazione di Nizzi ha proseguito nella stessa direzione. Già da settimane sono state chiuse tutte le strade che portano in via Redipuglia, proseguendo la fase due. Che comprende anche l’abbattimento della caserma dei vigili del fuoco, cominciato ieri alle 10.15. Davanti a tanti vigili, molti dei quali in pensione, che non trattenevano le lacrime. Uno di loro, Mario Idini, in quella caserma viveva con la famiglia. Il padre Angelo era stato il primo comandante olbiese e sua madre Osvalda aveva il compito di rispondere alle chiamate di intervento. «Come dimenticare quei momenti, come dimenticare la mia vita lì, tra quella mura - dice Mario Idini -. Non si può certo fermare il progresso, ma penso che si sarebbe potuta salvare la struttura trasformandola in un asilo o in una scuola di vela». La pensano come lui Paolo Nirta («Un colpo al cuore, assistere alla demolizione») e Raffaele Carnevale, 36 anni di lavoro come pompiere e padre di tre figli (Giuseppe, Alberto e Maurizio), tutti vigili del fuoco. «Fa male vedere la nostra caserma sgretolarsi sotto una benna - dice Carnevale. I ricordi? Tantissimi, belli e brutti. Ma ciò che contava per noi era sempre salvare la vita delle persone». Tra gli ex c’è pure Erminio Eretta, il cui padre (Giacomo) era stato il primo pompiere di Olbia a lavorare in piazza Crispi. «Prima di diventare vigile del fuoco - venivo qui a giocare -. E mi ricordo anche quando mio padre mi assicurava con una corda e mi faceva scendere in acqua affinché imparassi a nuotare».
Anche Giampiero Budroni, attuale capo del distaccamento della Basa dei vigili del fuoco, ha lavorato in piazza Crispi. «Un’emozione pensare a quanto questa caserma fosse integrata nel quartiere. Mettevamo a disposizione l’autorimessa durante il carnevale per consentire agli organizzatori di friggere e l’intera caserma era sempre aperta per la festa di San Giovanni».
Ma c’è stato un intoppo, ieri pomeriggio, mentre proseguiva l’attività di demolizione. Gli operai hanno rotto per errore un tubo del gas e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per riparare la falla. Proprio lì, dove la loro ex caserma sta pian piano scomparendo. (s.p.)
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