La Nuova Sardegna

Olbia

Una mano tesa ai bambini vittime di violenza assistita

di Stefania Puorro
Una mano tesa ai bambini vittime di violenza assistita

Il nuovo progetto di Prospettiva Donna è stato finanziato da Pangea Onlus Patrizia Desole: «I piccoli raccontano le emozioni con parole, colori e disegni»

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OLBIA. Loro non riescono liberarsi dell’incubo vissuto. Non possono raccontare quel fuoco di violenza che hanno dentro, che hanno sempre visto tra le mura di casa. Non riescono a parlare del papà che ha pestato la mamma. No, non possono fare nulla di tutto questo. Perché sono piccoli. Troppo piccoli. E hanno bisogno di aiuto. Sono i tanti bambini vittime di violenza assistita, costretti spesso a fare da spettatori a botte e aggressioni o a subirle loro stessi.

Il centro antiviolenza Prospettiva Donna pensa ogni giorno anche a questi bimbi, lacerati da dolore e terrore. Se ne occupa con un team di professioniste altamente qualificate e mette in pratica percorsi mirati per farli uscire dal tunnel. «Con un bambino vittima di violenza assistita, bisogna muoversi in punta di piedi, con tanta delicatezza. E ci vuole molta preparazione - spiega la presidente Patrizia Desole -. E’ per questo che esiste il progetto “Bottega Magica”, ogni anno differente, e che in questo momento stiamo portando avanti grazie al sostegno di Pangea Onlus. Sono coinvolti nel progetto 12 bambini, tra coloro che abbiamo ospitato nella casa rifugio insieme con le loro madri e altri che invece continuiamo a seguire dall’esterno. Stanno lavorando tanto sulle emozioni attraverso i disegni, i colori, le parole. E’ in questo modo che raccontano se stessi e pian piano riescono a ritrovare la loro serenità».

La Fondazione Pangea crede molto nel centro antiviolenza Prospettiva Donna. Da anni ha avviato uno specifico programma di accoglienza e recupero del rapporto genitoriale tra le donne e i figli che sono stati testimoni degli abusi contro le loro madri. «Il programma “Piccoli Ospiti”, così come lo abbiamo chiamato, è stato sperimentato per la prima volta nel 2010 a Latina e poi lo abbiamo esteso in diverse parti d’Italia - spiega la presidente di Pangea, Simona Lanzoni -. Da quel momento abbiamo appoggiato, condiviso e sostenuto anche i progetti portati avanti da Prospettiva Donna per i bambini vittime di violenza assistita. Un centro, quello guidato da Patrizia Desole, che abbiamo scelto perché opera da anni con infinita competenza: la qualità del lavoro svolto è una garanzia. Anche con i più piccoli. Che vanno presi per mano, guidati e accompagnati in un percorso molto difficile al di fuori dell’ambiente in cui hanno vissuto con la violenza, per ricucire quella grande lacerazione che si portano dentro e soprattutto per evitare che un giorno possano diventare loro maltrattanti. Alla fine la madre (con la quale viene portato avanti un percorso diverso ma parallelo) e il figlio si ritrovano e, a quel punto, possono ricominciare una nuova vita insieme». Ora, nella casa rifugio di Prospettiva Donna, ci sono 5 donne e tre bambini (l’estate scorsa erano in tredici). C’è una ragazza che ha subito per anni continue violenze dal padre, due giovani mamme straniere e altre due donne italiane senza figli. In quel rifugio hanno trovato altre donne che hanno spalancato le braccia, per accoglierle. E per fare in modo che non possano più avere paura.

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