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Olbia

Investì pedone, a giudizio l’accusa: omicidio stradale

Investì pedone, a giudizio l’accusa: omicidio stradale

L’imputato percorreva la Siniscola-La Caletta quando travolse Davide Trubbas Il perito: «La strada era buia e non escludo che la vittima stesse attraversando»

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NUORO. «L’auto dell’investitore andava a 50 chilometri orari. Il pedone camminava a ridosso del margine della strada e, a mio avviso, è stato investito mentre cercava di attraversare». Ieri mattina davanti al giudice monocratico Angelicchio ha deposto in aula Valerio Zironi, perito nominato dalla procura (pm Francesca Pala) chiamato a ricostruire la dinamica della tragedia che era costata la vita a un uomo di 47 anni, Davide Trubbas. Sul banco degli imputati Stefano Ciuffreda accusato di omicidio stradale e difeso dall’avvocato Francesco Lai (ieri sostituito dall’avvocato Pietro Sanna che in questo processo rappresenta il responsabile civile).

Secondo la perizia, la sera del 28 novembre di quattro anni fa, l’uomo percorreva la strada che dalla frazione di La Caletta porta verso Siniscola. Auto e pedone si trovavano nella stessa direzione di marcia e la vettura, un’Alfa Romeo 147 risultava avere gli abbaglianti accesi per via della poca illuminazione. L’impatto è avvenuto in un punto rettilineo, motivo per cui l’imputato, secondo il perito Zironi, avrebbe visto l’uomo ma non avrebbe messo in conto la possibilità che attraversasse all’improvviso.

«Ho saputo che la vittima abitava dall’altra parte della strada rispetto al punto in cui è avvenuto l’impatto – ha aggiunto il consulente –. Ipotizzo questo per via delle ferite riportate dalla vittima nell’impatto con la vettura, e per il fatto che l’auto avesse delle ammaccature centrali e non laterali. Trubbas non si sarebbe accorto dell’arrivo alle sue spalle dell’Alfa Romeo 147 condotta dal giovane della Caletta che viaggiava in compagnia della fidanzata. In quel tratto di strada, privo di illuminazione, il conducente avrebbe visto solo all’ultimo momento l’uomo e malgrado procedesse a velocità moderata non ha potuto evitarlo neppure con il disperato tentativo di frenata. Nonostante l’auto procedesse a bassa velocità, l’urto era stato violento. La vittima era stata scaraventata sull’asfalto e le lesioni riportate le erano state fatali. Davide Trubbas era morto sul colpo davanti agli occhi dell’investitore che non si dava pace. Era stato Stefano Ciuffreda a dare l’allarme e sollecitare i soccorsi. Il giovane da subito aveva detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto di quell’uomo che camminava sul ciglio della strada, al buio, senza un giubbotto catarifrangente che avrebbe potuto segnalarne la presenza. Sottoposto all’alcoltest l’esito era stato negativo. Il ragazzo al momento dell’incidente era completamente sobrio.

La famiglia della vittima si è costituita parte civile. Il processo è stato rinviato al prossimo 5 febbraio per sentire altri testi. (k.s.)

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