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Olbia

Yacht isolato in alto mare: evitato un altro naufragio

Stefania Puorro
Yacht isolato in alto mare: evitato un altro naufragio

La guardia costiera di Olbia salva 2 uomini che stavano attraversando in barca il Tirreno. Partiti dal Lazio, non hanno più dato notizie: sono stati avvistati di notte da un aereo

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OLBIA. Isolati in mezzo al mare. Senza una radio (forse era guasta) per comunicare. La loro “missione” era quella di attraversare il Tirreno per portare in Sardegna un’imbarcazione a motore di 14 metri, su incarico del proprietario. E nonostante le condizioni meteo marine fossero proibitive, hanno acceso i motori e sono partiti dalle coste del Lazio. Ma le due persone a bordo (si tratta di due sardi, ma su di loro non si sa nulla di più) si sono trovate in grave difficoltà, a causa del vento contrario e del mare grosso. Sono stati salvati dalla guardia costiera, al comando del direttore marittimo Maurizio Trogu, che ha mobilitato mezzi navali e aerei nella ricerca dell’imbarcazione, della quale si erano perse completamente le tracce. E quella che poteva trasformarsi in una sciagura del mare è stata evitata.

I fatti sono stati raccontati dalla guardia costiera in un comunicato.

E’ il mattino del 10 ottobre: l’imbarcazione “Alberta” salpa dalla Marina di Riva di Traiano (Civitavecchia) con destinazione Olbia. A bordo due persone, incaricate di trasferire l’unità da diporto. Dal pomeriggio, però, dello yacht e dei suoi occupanti non si sa più niente. Si perdono i contatti (è uno degli elementi da chiarire), non si sa dove possano trovarsi. E’ il proprietario dell’imbarcazione, allarmato dalla mancanza di notizie, a chiedere aiuto: la richiesta di soccorso arriva alla capitaneria di porto di Olbia nel pomeriggio. Le informazioni a disposizione sono poche: si conoscono solo l’orario e il porto di partenza. Sul resto solo buio. Si attiva la macchina delle ricerche e viene richiesto alla centrale operativa del Comando Generale delle Capitanerie di Porto l’intervento di un mezzo aereo, che prontamente decolla dal Nucleo aeromobili della guardia costiera di Catania. Passano le ore. Finalmente, alle 23.30, l’Atr42MP comunica alla sala operativa della guardia costiera di Olbia di aver avvistato un’imbarcazione a circa 13 miglia a est dell’isola di Tavolara: corrisponde a quella che si sta cercando. E’ lì che si dirige subito la motovedetta CP803 di Olbia e a mezzanotte e mezzo intercetta l’imbarcazione “Alberta”. Gli occupanti sono in buona salute, seppur duramente provati da quella traversata. E così gli uomini della capitaneria scortano lo yacht sino al porto di Olbia e i due uomini, al loro arrivo, vengono visitati per accertamenti dai medici del 118.

E’ finita bene, ma per la guardia costiera non è affatto azzardato parlare di una “sciagura del mare evitata”. Per questo lancia l’ennesimo invito alla prudenza. «Prima di intraprendere la navigazione è sempre necessario verificare attentamente le condizioni del mare e del tempo, l’idoneità dell’imbarcazione alla navigazione e la portata e l’efficienza delle apparecchiature radio di comunicazione. E’ poi è importante informare sempre parenti e amici oltre che l’ufficio marittimo del porto di partenza, sulla navigazione che si intende intraprendere e sul porto e l’ora stimata di arrivo».

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