Un LIBRO per la scuola
La “Philosophy for children” sbarca in Gallura
TEMPIO. Chi afferma che i libri siano solo degli espedienti geniali per trascorrere intelligentemente il tempo dice solo una mezza verità. I libri (certi libri, almeno) possono far pensare. A volte,...
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TEMPIO. Chi afferma che i libri siano solo degli espedienti geniali per trascorrere intelligentemente il tempo dice solo una mezza verità. I libri (certi libri, almeno) possono far pensare. A volte, addirittura, possono essere strumenti per il pensiero, attrezzi da usare, non meno del martello per un bravo falegname, per comprendere il mondo o non arrendersi alla sua apparente (solo apparente?) mancanza di senso. Questo è un po’ il principio che sta alla base della P4C, acronimo che sembra venuto fuori dai cifrari onomastici del Calvino delle “Cosmicomiche” che funge da sigla per la Philosophy for Children and Community. Oggi la P4C, nata negli USA negli anni ’70, è un movimento mondiale che ha messo salde radici anche in Italia. La Sardegna è una delle isole felici all’interno del movimento nazionale, perché la P4C è sempre più conosciuta e praticata nelle scuole, dove si dimostra capace di mille contaminazioni didattiche. La prova viene dall’ultimo libro di Filomena Cinus, dirigente scolastico dell’ l’Istituto Comprensivo di Palau/Sant’Antonio di Gallura, psicologa, pedagogista, esperta di P4C, di cui è Teacher Educator. Insieme ad Antonio Cosentino, uno dei massimi esponenti della P4C non solo a livello nazionale, ha scritto e dato alle stampe per la Erikson un testo destinato a richiamare l’attenzione del mondo della scuola e di quanti, soprattutto, ricorrono alle pratiche filosofiche per innovare, snellire e attualizzare la metodologia didattica.
S’intitola “Chi cerca trova - Racconti per pensare”, ha una bella introduzione di Alessandro Volpone, e si presenta come un manuale ricco di materiali da usare in aula e tanti consigli pratici per gli insegnanti. Contravvenendo in parte alla classica impostazione di Lipman, il filosofo americano padre della P4C, il libro assembla in un unico tomo, materiali da sperimentare e contributi teorici. Su questi ultimi è incisa soprattutto la firma di Antonio Cosentino. I “racconti per pensare” di Filomena Cinus sono testi concepiti per dare agli studenti (preferibilmente della scuola secondaria di 1° grado e del successivo biennio) spunti per riflettere ed esercitare il pensiero. Incarnano lo spirito del dialogo platonico e della maieutica di Socrate, il pensatore ateniese che perseguiva come scopo principale della sua missione filosofica l’elevazione e l’emancipazione intellettuale dei suoi allievi. E questo perché, prima di decidere che cosa pensare, occorre imparare a pensare. Un po’ come suggerisce Morin quando ricorda che una testa ben fatta è preferibile a una testa farcita di nozioni e presunte conoscenze. “Chi cerca trova” è un libro pensato per la scuola e, soprattutto, per chi vuole pensarla diversamente. “Un libro - si legge nelle pagine iniziali - per ragazze e ragazzi pensanti in una scuola possibile capace di vedere, di amare e di coltivare, anziché patologizzare, stigmatizzare e reprimere tutte le differenze”. (g.pu.)
S’intitola “Chi cerca trova - Racconti per pensare”, ha una bella introduzione di Alessandro Volpone, e si presenta come un manuale ricco di materiali da usare in aula e tanti consigli pratici per gli insegnanti. Contravvenendo in parte alla classica impostazione di Lipman, il filosofo americano padre della P4C, il libro assembla in un unico tomo, materiali da sperimentare e contributi teorici. Su questi ultimi è incisa soprattutto la firma di Antonio Cosentino. I “racconti per pensare” di Filomena Cinus sono testi concepiti per dare agli studenti (preferibilmente della scuola secondaria di 1° grado e del successivo biennio) spunti per riflettere ed esercitare il pensiero. Incarnano lo spirito del dialogo platonico e della maieutica di Socrate, il pensatore ateniese che perseguiva come scopo principale della sua missione filosofica l’elevazione e l’emancipazione intellettuale dei suoi allievi. E questo perché, prima di decidere che cosa pensare, occorre imparare a pensare. Un po’ come suggerisce Morin quando ricorda che una testa ben fatta è preferibile a una testa farcita di nozioni e presunte conoscenze. “Chi cerca trova” è un libro pensato per la scuola e, soprattutto, per chi vuole pensarla diversamente. “Un libro - si legge nelle pagine iniziali - per ragazze e ragazzi pensanti in una scuola possibile capace di vedere, di amare e di coltivare, anziché patologizzare, stigmatizzare e reprimere tutte le differenze”. (g.pu.)
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