La Nuova Sardegna

Olbia

«Esposti assurdi, si ritrovi il dialogo»

Calangianus, gli ex amministratori intervengono dopo la chiusura del museo

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CALANGIANUS. Un nuovo gruppo d’opinione “Partecipazione” esordisce con un documento che critica il momento difficile della politica di Calangianus e auspica che “si ritorni al clima, di dialogo e di serietà, di decenni addietro” .

Primi firmatari Tonio Tamponi già vicesindaco alla fine degli anni 70 ‘ e secondo presidente della Comunità.Montana; Dino Mannazzu, ex segretario Margherita e Michele Lissia ultimo segretario del circolo Pd.

«Abbiamo avuto, in passato- si legge - numerose esperienze di amministrazioni (Puliga, Luciano, Stefano Scano, Brigaglia, ancora Stefano Scano, e poi Antonio Scano, Loddo e ora Albieri.e tutte hanno cercato, maggioranze e minoranze, di favorire le iniziative coinvolgenti la popolazione».

Vi si citano le varie iniziative sportive; pugilato compreso, quelle della Pro Loco, il sostegno dato alle associazioni sportive in primis l’amatissimo calcio e si citano i nomi dei vari presidenti succedutisi. che « hanno portato il nome di Calangianus in tutta l'Italia». Si sottolinea che «se ne avvantaggiò la nostra principale attività, quella del sughero, culminata grazie alla Proloco con la Fiera del Sughero e svoltasi per vari anni in un paese esempio di attività e di laboriosità ove ci fu quasi una Borsa del Sughero. Tutto questo fino a ieri- prosegue il documento -. Ora sono spaccate maggioranza e minoranza e quest'ultima ha preso, da subito, la strada della denuncia delle irregolarità burocratiche, delle irregolarità amministrative, delle dimenticanze, risalenti anche alle amministrazioni precedenti. Perdere le elezioni pesa, ma la democrazia insegna che si può rinascere e tornare al comando nelle prossime elezioni. Oggi abbiamo opere importanti ferme, bloccate, impedite, perché qualcuno è andato, forse legittimamente, ad indagare sulle autorizzazioni legate ora alla Soprintendenza, ora al nulla osta dei vigili del fuoco ed infine all'agibilità dei campi sportivi. La politica poteva suggerire altre strade, di confronto civile e propositivo, e non quella dei ricorsi che potrebbero finire in tribunale. Il sindaco si è visto costretto a chiudere l'edificio che ospita il Museo del Sughero. In tempi di crisi arrivano 8-10.000 turisti che consumano, spendono e contribuiscono ad incrementare questa economia ormai senza risorse. Sarà questo il compito di una minoranza? Minoranza che fino a poco tempo fa era maggioranza, almeno in parte, e che non aveva provveduto a sistemare ciò che ora vuole che sia sistemato da altri. Con la speranza- chiude la nota - che il Palazzo Corda apra le porte, che il Museo del Sughero riviva, che il Calcio si rafforzi. Porteremo così di nuovo il nome di Calangianus in giro per la Sardegna e oltre, fieri delle nostre capacità e delle nostre specificità». (p.z.)

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