BUDDUSò
Una nuova campagna di scavi nel sito archeologico di Sos Muros
BUDDUSÒ. In occasione della manifestazione Artes in Carreras, sabato scorso nella biblioteca comunale di Buddusò si è svolta una tavola rotonda sugli interventi archeologici nel territorio comunale...
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BUDDUSÒ. In occasione della manifestazione Artes in Carreras, sabato scorso nella biblioteca comunale di Buddusò si è svolta una tavola rotonda sugli interventi archeologici nel territorio comunale tra passato e presente, volta a presentare i prossimi scavi nel sito archeologico di Sos Muros. Sono intervenuti il sindaco Giovanni Antonio Satta, l’assessore Tomaso Tuccone e le archeologhe Paola Basoli e Giovanna Fundoni. La Basoli col suo intervento "ricerche e scavi nel territorio di Buddusò" ha illustrato i siti archeologici più noti del territorio e le ricerche da lei coordinate. L’incontro è stato anche l'occasione per presentare le ricerche archeologiche che partiranno prossimamente nel sito di Sos Muros, a cura del dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari, sotto la direzione delle archeologhe Giovanna Fundoni e Anna Depalmas. Il sito, situato nella zona di Su Campu a non grande distanza dal bacino di Sos Canales, consiste in un grande insediamento di epoca nuragica con fonte sacra.
Giovanna Fundoni ha presentato il progetto “Indagini Archeologiche in località Sos Muros, insediamenti nuragici nella Sardegna centro-settentrionale”, spiegando gli obiettivi delle ricerche: mettere in luce le strutture della fonte e dell’area circostante, conoscere l’estensione del sito, le sue fasi di costruzione, vita e abbandono, permetterne la conoscenza, valorizzazione e pubblica fruizione. Il Comune ha finanziato le ricerche per far sì che il sito, purtroppo nascosto, non sia più facile preda degli scavatori clandestini, ma possa essere conosciuto e fruibile da parte della popolazione e dei visitatori. Le ricerche partiranno a breve, si è in attesa delle autorizzazioni, con una pulizia dell’area che verrà svolta dal Comune in accordo con Forestas, e si inizierà con lo scavo della fonte. Il progetto ha una durata triennale, sarà codiretto dalle due archeologhe Giovanna Fundoni e Anna Depalmas del dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari, e scaveranno archeologi, studenti e specializzandi in archeologia della stessa università. È prevista la collaborazione di studiosi di altri dipartimenti, università ed enti di ricerca per la realizzazione di analisi, datazioni e studi specifici sui ritrovamenti.
Uno degli obiettivi del progetto è anche quello di sensibilizzare la popolazione locale verso il proprio patrimonio archeologico e culturale, per questo si prevedono giornate di scavo aperto, coinvolgimento delle scuole locali e conferenze per illustrare i risultati delle ricerche. (s.d.)
Giovanna Fundoni ha presentato il progetto “Indagini Archeologiche in località Sos Muros, insediamenti nuragici nella Sardegna centro-settentrionale”, spiegando gli obiettivi delle ricerche: mettere in luce le strutture della fonte e dell’area circostante, conoscere l’estensione del sito, le sue fasi di costruzione, vita e abbandono, permetterne la conoscenza, valorizzazione e pubblica fruizione. Il Comune ha finanziato le ricerche per far sì che il sito, purtroppo nascosto, non sia più facile preda degli scavatori clandestini, ma possa essere conosciuto e fruibile da parte della popolazione e dei visitatori. Le ricerche partiranno a breve, si è in attesa delle autorizzazioni, con una pulizia dell’area che verrà svolta dal Comune in accordo con Forestas, e si inizierà con lo scavo della fonte. Il progetto ha una durata triennale, sarà codiretto dalle due archeologhe Giovanna Fundoni e Anna Depalmas del dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari, e scaveranno archeologi, studenti e specializzandi in archeologia della stessa università. È prevista la collaborazione di studiosi di altri dipartimenti, università ed enti di ricerca per la realizzazione di analisi, datazioni e studi specifici sui ritrovamenti.
Uno degli obiettivi del progetto è anche quello di sensibilizzare la popolazione locale verso il proprio patrimonio archeologico e culturale, per questo si prevedono giornate di scavo aperto, coinvolgimento delle scuole locali e conferenze per illustrare i risultati delle ricerche. (s.d.)
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