Acqua di nuovo potabile ma non c’è l’ufficialità
di Sergio Secci
Posada, le analisi effettuate da Abbanoa lo confermano. Manca il parere Assl Dalla giunta regionale 300mila euro per un progetto sperimentale nel Montalbo
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POSADA. Dovrebbe arrivare a giorni l’ufficialità per la potabilità dell’acqua immessa nella rete idrica di Posada. Le analisi effettuate negli scorsi giorni dai tecnici di Abbanoa hanno infatti confermato il rientro nei parametri ma per avere il via libera e permettere al sindaco Roberto Tola di ritirare l’ordinanza, emessa lo scorso due agosto, serve ancora il parere del Sian, il servizio igiene e alimenti della Assl. Un nullaosta che sino a poco tempo fa veniva rilasciato in tempi assai brevi, ma da qualche tempo le analisi chimiche effettuate prima dalla Azienda sanitaria locale sono state appaltate ad un laboratorio privato di Sassari e ancora non sono state rispedite a Siniscola e comunicate agli uffici del comune di Posada.
Un problema, la potabilità dell’acqua che si ripresenta ogni stagione estiva, quando cala la portata della sorgente di Frunch’e oche; infatti Abbanoa per sopperire ai fabbisogni della popolazione che aumenta in maniera considereveole nei paesi costieri, è costretta ad utilizzare l’acqua contenuta nel lago Maccheronis a Torpè. Qui sorgono però i problemi con i potabilizzatori che non riescono a depurare l’acqua grezza e con i sindaci costretti ad emettere le ordinanze di non potabilità.
Un problema che già dai prossimi anni potrebbe risolversi con l’avvio del megapotabilizzatore che Abbanoa inizierà a realizzare già dal prossimo mese sotto lo sbarramento della diga che imbriglia il rio Posada. Un’opera che consentirà di risolvere in maniera definitiva le aspettative degli utenti baroniesi anche se, resta da appaltare la condotta che poi distribuirà la preziosa risorsa ai paesi. Un altro aiuto per la situazione idrica baroniese potrebbe arrivare dalla delibera finanziamento della giunta regionale che destina 300mila euro per il progetto sperimentale di prelievo dell'acqua di Sa Conca e Locoli alle falde del Montalbo. Uno studio che permetterà di capire se il prelievo dell'acqua sotterranea è fattibile rispettando gli equilibri geofisici del sistema carsico. Il progetto era stato avallato nel corso degli ultimi anni dalle varie giunte che si sono succedute a Siniscola e dal “Comitato Pro Locoli”, che aveva raccolto oltre tremila firme, ottenendo anche il sostegno scientifico dell’ordine dei geologi.
Si tratta di una serie di interventi importanti che però, allo stato attuale delle cose, fanno i conti con la realtà, e cioè con una situazione idrica nel segno della più totale precarietà sotto una serie di aspetti, come dimostra i grandi disagi dell’estate appena trascorsa a Posada e in tutta la Baronia.
Un problema, la potabilità dell’acqua che si ripresenta ogni stagione estiva, quando cala la portata della sorgente di Frunch’e oche; infatti Abbanoa per sopperire ai fabbisogni della popolazione che aumenta in maniera considereveole nei paesi costieri, è costretta ad utilizzare l’acqua contenuta nel lago Maccheronis a Torpè. Qui sorgono però i problemi con i potabilizzatori che non riescono a depurare l’acqua grezza e con i sindaci costretti ad emettere le ordinanze di non potabilità.
Un problema che già dai prossimi anni potrebbe risolversi con l’avvio del megapotabilizzatore che Abbanoa inizierà a realizzare già dal prossimo mese sotto lo sbarramento della diga che imbriglia il rio Posada. Un’opera che consentirà di risolvere in maniera definitiva le aspettative degli utenti baroniesi anche se, resta da appaltare la condotta che poi distribuirà la preziosa risorsa ai paesi. Un altro aiuto per la situazione idrica baroniese potrebbe arrivare dalla delibera finanziamento della giunta regionale che destina 300mila euro per il progetto sperimentale di prelievo dell'acqua di Sa Conca e Locoli alle falde del Montalbo. Uno studio che permetterà di capire se il prelievo dell'acqua sotterranea è fattibile rispettando gli equilibri geofisici del sistema carsico. Il progetto era stato avallato nel corso degli ultimi anni dalle varie giunte che si sono succedute a Siniscola e dal “Comitato Pro Locoli”, che aveva raccolto oltre tremila firme, ottenendo anche il sostegno scientifico dell’ordine dei geologi.
Si tratta di una serie di interventi importanti che però, allo stato attuale delle cose, fanno i conti con la realtà, e cioè con una situazione idrica nel segno della più totale precarietà sotto una serie di aspetti, come dimostra i grandi disagi dell’estate appena trascorsa a Posada e in tutta la Baronia.
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