Per il piromane seriale una perizia psichiatrica
di Tiziana Simula
Santa Teresa, arrestato un anno fa con l’accusa di aver appiccato 20 incendi Il gup del tribunale ha accolto la richiesta avanzata dagli avvocati difensori
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SANTA TERESA. Sarà sottoposto a perizia psichiatrica Francesco Occhioni, 36 anni, di Santa Teresa di Gallura, arrestato un anno fa dalla forestale con l’accusa di incendio boschivo. Lo ha deciso il gup Gian Cosimo Mura accogliendo la richiesta dei difensori dell’imputato, gli avvocati Luigi Esposito e Antonella Piredda i quali avevano formulato la richiesta di rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica o all’acquisizione della consulenza psichiatrica di parte. Consulenza già depositata a suo tempo dai difensori, da cui emerge che Occhioni – a cui viene attribuita la responsabilità di venti incendi appiccati nell’estate 2017 e nell’estate 2018 a Santa Teresa – fosse capace di intendere ma non di volere. In altre parole, che non si rendesse conto, nel momento in cui aveva appiccato gli incendi, delle conseguenze di ciò che stava facendo. Il gup ha deciso che è necessario sottoporre l’imputato a perizia psichiatrica e ha rinviato l’udienza al 7 novembre per il conferimento dell’incarico al professionista che dovrà eseguire l’accertamento. Occhioni si trova al momento ricoverato in una comunità.
Il giovane (volontario del Wwf e commesso in un negozio di ferramenta) era finito in carcere l’11 ottobre di un anno fa, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Andrea Pastori su richiesta del pm Ilaria Corbelli che aveva coordinato le indagini condotte dalla Forestale. Le manette erano scattate dopo mesi di attività investigative: osservazioni, appostamenti e pedinamenti quotidiani. E, poi, acquisizioni di testimonianze, fotografie e video, tabulati telefonici e il Gps installato sulla sua auto. Ad ogni incendio, lui era lì, nel punto di innesco a guardare cosa succedeva, «atteggiamento tipico dei piromani», avevano detto gli inquirenti il giorno del suo arresto, definendolo “piromane seriale”. Al momento dell’arresto, gli era stata attribuita la responsabilità di venti incendi. Roghi che avevano lambito villaggi turistici e abitazioni mettendo a repentaglio la sicurezza di turisti e residenti e mandando in fumo ettari di boschi e macchia mediterranea. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Francesco Occhioni appiccava gli incendi con la “diavolina” e andava via. Per poi ritornare dov’erano divampate le fiamme e offrire il suo aiuto agli uomini dell’antincendio. Era stato tradito dalla sua auto, filmata da telecamere di videosorveglianza e registrata dal Gps installato dagli investigatori che già sospettavano di lui, Il suo arresto aveva suscitato grande sconcerto a Santa Teresa dov’era considerato da tutti un bravo ragazzo. Ciò che sostiene anche la difesa che punta infatti a dimostrare l’incapacità del proprio assistito a capire ciò che stava facendo al momento dei fatti contestati.
Il giovane (volontario del Wwf e commesso in un negozio di ferramenta) era finito in carcere l’11 ottobre di un anno fa, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Andrea Pastori su richiesta del pm Ilaria Corbelli che aveva coordinato le indagini condotte dalla Forestale. Le manette erano scattate dopo mesi di attività investigative: osservazioni, appostamenti e pedinamenti quotidiani. E, poi, acquisizioni di testimonianze, fotografie e video, tabulati telefonici e il Gps installato sulla sua auto. Ad ogni incendio, lui era lì, nel punto di innesco a guardare cosa succedeva, «atteggiamento tipico dei piromani», avevano detto gli inquirenti il giorno del suo arresto, definendolo “piromane seriale”. Al momento dell’arresto, gli era stata attribuita la responsabilità di venti incendi. Roghi che avevano lambito villaggi turistici e abitazioni mettendo a repentaglio la sicurezza di turisti e residenti e mandando in fumo ettari di boschi e macchia mediterranea. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Francesco Occhioni appiccava gli incendi con la “diavolina” e andava via. Per poi ritornare dov’erano divampate le fiamme e offrire il suo aiuto agli uomini dell’antincendio. Era stato tradito dalla sua auto, filmata da telecamere di videosorveglianza e registrata dal Gps installato dagli investigatori che già sospettavano di lui, Il suo arresto aveva suscitato grande sconcerto a Santa Teresa dov’era considerato da tutti un bravo ragazzo. Ciò che sostiene anche la difesa che punta infatti a dimostrare l’incapacità del proprio assistito a capire ciò che stava facendo al momento dei fatti contestati.
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