Una mano tesa ai giovani con disagio
Arzachena, attivato il Servizio educativo territoriale per ragazzi e le loro famiglie
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ARZACHENA. Il Comune ha attivato il Servizio educativo territoriale (Set). Rivolto a minori da zero a diciassette anni, garantisce opportunità di crescita e riscatto ai ragazzi che vivono un disagio sociale e un supporto alle famiglie durante il loro percorso di recupero e formazione.
Progetti e attività saranno condotti da una equipe multidisciplinare con figure professionali, come un pedagogista (coordinatore), un educatore, uno psicologo. E, quando necessario, un mediatore culturale, con al fianco esperti in formazione e prevenzione. Il regolamento, approvato all’unanimità dal consiglio comunale, partirà nel 2020. Il servizio, per la fase di coordinamento delle attività si svolgerà nella sede del settore servizi sociali, in via Crispi, per poi spostarsi con interventi sul campo, dove il minore vive, studia e interagisce. Il progetto prevede anche la partecipazione di tirocinanti nello staff.
Le assistenti sociali del comune saranno per tutti un punto di riferimento. Gli interventi educativi e terapeutici, culturali e ricreativi puntano a superare il disagio che spesso dà vita a fenomeni di emarginazione, bullismo, auto isolamento. «Per questa amministrazione il servizio educativo comunale è tra gli obiettivi strategici – dice l’assessore ai Servizi sociali, Gabriella Demuro -. Visti i continui tagli e il ridimensionamento della funzione da parte della Regione, che hanno gravemente ridotto l’efficacia di quello territoriale, oggi investiremo circa 120mila euro per ricreare, migliorare e contestualizzare un programma fondamentale per la crescita della comunità».
Secondo l’assessore l’attivazione del servizio promuoverà «una cultura del sociale attraverso progetti educativi che vanno oltre l’assistenzialismo, offrendo supporto gratuito alle persone che, per vari motivi, vivono difficoltà. Una finalità è favorire la crescita dei minori all’interno della propria famiglia e nel contesto sociale. Sarà importante il lavoro di squadra con scuole, associazioni culturali e sportive, istituzioni religiose e servizio sanitario». (w.b.)
Progetti e attività saranno condotti da una equipe multidisciplinare con figure professionali, come un pedagogista (coordinatore), un educatore, uno psicologo. E, quando necessario, un mediatore culturale, con al fianco esperti in formazione e prevenzione. Il regolamento, approvato all’unanimità dal consiglio comunale, partirà nel 2020. Il servizio, per la fase di coordinamento delle attività si svolgerà nella sede del settore servizi sociali, in via Crispi, per poi spostarsi con interventi sul campo, dove il minore vive, studia e interagisce. Il progetto prevede anche la partecipazione di tirocinanti nello staff.
Le assistenti sociali del comune saranno per tutti un punto di riferimento. Gli interventi educativi e terapeutici, culturali e ricreativi puntano a superare il disagio che spesso dà vita a fenomeni di emarginazione, bullismo, auto isolamento. «Per questa amministrazione il servizio educativo comunale è tra gli obiettivi strategici – dice l’assessore ai Servizi sociali, Gabriella Demuro -. Visti i continui tagli e il ridimensionamento della funzione da parte della Regione, che hanno gravemente ridotto l’efficacia di quello territoriale, oggi investiremo circa 120mila euro per ricreare, migliorare e contestualizzare un programma fondamentale per la crescita della comunità».
Secondo l’assessore l’attivazione del servizio promuoverà «una cultura del sociale attraverso progetti educativi che vanno oltre l’assistenzialismo, offrendo supporto gratuito alle persone che, per vari motivi, vivono difficoltà. Una finalità è favorire la crescita dei minori all’interno della propria famiglia e nel contesto sociale. Sarà importante il lavoro di squadra con scuole, associazioni culturali e sportive, istituzioni religiose e servizio sanitario». (w.b.)
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