La resa del campione pagato l’albergo in arrivo le sanzioni
di Marco Bittau
Il pilota di acquabike Marcus Jorgensen ha saldato il debito La H2O racing: «Un caso isolato, il Mondiale è un successo»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Dopo cinque mesi di inutili inseguimenti, quando ormai pensava di farla franca, il campione di “buffi” si è arreso. Marcus Jorgensen ieri mattina ha pagato il conto dell’hotel di lusso nel centro di Olbia dove ha soggiornato per cinque notti durante i campionati mondiali di acquabike, la scorsa primavera. E da dove è poi fuggito furtivamente senza pagare il conto. Pressato dalla società H2O racing che organizza il campionato mondiale di aquabike, dai titolari dell’hotel che l’hanno pure denunciato e dal codice penale che all’articolo 641 contempla il reato di insolvenza fraudolenta, il giovane e spregiudicato pilota danese ieri ha finalmente “trovato” una carta di credito e una banca per effettuare un bonifico di circa 800 euro. Neanche proibitivo per un campione del mondo più che benestante. Il conto di due camere per cinque notti nell’hotel ora è saldato, resta in sospeso l’importo (minimo) dell’imposta di soggiorno evasa e per quella Jorgensen dovrà vedersela con il Comune di Olbia.
A costringere alla resa il campione mondiale di aquabike è stata la decisione dell’hotel di Olbia di presentare una denuncia alla guardia di finanza. La notizia pubblicata ieri dalla Nuova Sardegna ha subito fatto il giro del mondo via web e Jorgensen sin dalle prime ore del mattino è stato letteralmente travolto dallo scandalo e dall’indignazione generale. Si è mosso il Comune di Olbia e, soprattutto, si è mossa la H2O racing, società che organizza e governa il campionato mondiale di acquabike. Proprio H2O racing ha subito contattato e richiamato all’ordine il pilota danese per il quale ora sono previste sanzioni per comportamento scorretto. La stessa società ha anche offerto di saldare subito il conto dell’hotel, offerta però declinata dai titolari che dell’imbarazzante caso Jorgensen hanno fatto una questione di principio e non di denaro.
«Per noi invece è una questione di immagine – dice Raimondo di San Germano, direttore marketing di H2O racing – quello di Marcus Jorgensen è un episodio isolato in mezzo al complessivo successo di una manifestazione che a Olbia ha portato visibilità internazionale, prestigio ed economia indotta. Su un movimento di 400 persone c’è un caso negativo, ma tutti gli altri sono positivi. Insomma, il bilancio per Olbia è ottimo tanto che stiamo già lavorando alla prossima edizione del campionato mondiale». «Per questo – ha aggiunto Raimondo di San Germano di H2O racing – non appena informati dell’accaduto abbiamo offerto noi stessi all’hotel di Olbia di saldare il conto non pagato da Marcus Jorgensen».
Il messaggio è chiaro: piloti e meccanici sono ambasciatori del circuito internazionale dell’acquabike, pertanto il comportamento scorretto di uno può gettare un’ombra su tutto il movimento. Lo sanno bene anche a Olbia dove il World acquabike championship è diventato un appuntamento strategico che segna l’inizio della stagione turistica. Lo stesso titolare dell’hotel, nonostante il caso Jorgensen, ha precisato di aver lavorato con profitto e soddisfazione con l’organizzazione delle gare («Tutte persone splendide») e che continuerà a farlo anche in futuro. In altre parole, Marcus Jorgensen adesso è acqua passata e le porte dell’hotel sono spalancate, come prima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A costringere alla resa il campione mondiale di aquabike è stata la decisione dell’hotel di Olbia di presentare una denuncia alla guardia di finanza. La notizia pubblicata ieri dalla Nuova Sardegna ha subito fatto il giro del mondo via web e Jorgensen sin dalle prime ore del mattino è stato letteralmente travolto dallo scandalo e dall’indignazione generale. Si è mosso il Comune di Olbia e, soprattutto, si è mossa la H2O racing, società che organizza e governa il campionato mondiale di acquabike. Proprio H2O racing ha subito contattato e richiamato all’ordine il pilota danese per il quale ora sono previste sanzioni per comportamento scorretto. La stessa società ha anche offerto di saldare subito il conto dell’hotel, offerta però declinata dai titolari che dell’imbarazzante caso Jorgensen hanno fatto una questione di principio e non di denaro.
«Per noi invece è una questione di immagine – dice Raimondo di San Germano, direttore marketing di H2O racing – quello di Marcus Jorgensen è un episodio isolato in mezzo al complessivo successo di una manifestazione che a Olbia ha portato visibilità internazionale, prestigio ed economia indotta. Su un movimento di 400 persone c’è un caso negativo, ma tutti gli altri sono positivi. Insomma, il bilancio per Olbia è ottimo tanto che stiamo già lavorando alla prossima edizione del campionato mondiale». «Per questo – ha aggiunto Raimondo di San Germano di H2O racing – non appena informati dell’accaduto abbiamo offerto noi stessi all’hotel di Olbia di saldare il conto non pagato da Marcus Jorgensen».
Il messaggio è chiaro: piloti e meccanici sono ambasciatori del circuito internazionale dell’acquabike, pertanto il comportamento scorretto di uno può gettare un’ombra su tutto il movimento. Lo sanno bene anche a Olbia dove il World acquabike championship è diventato un appuntamento strategico che segna l’inizio della stagione turistica. Lo stesso titolare dell’hotel, nonostante il caso Jorgensen, ha precisato di aver lavorato con profitto e soddisfazione con l’organizzazione delle gare («Tutte persone splendide») e che continuerà a farlo anche in futuro. In altre parole, Marcus Jorgensen adesso è acqua passata e le porte dell’hotel sono spalancate, come prima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
