Nizzi difende i rom: «Hanno i diritti dei cittadini olbiesi»
di Serena Lullia
Il Comune cerca casa alle famiglie sgomberate dal campo «Dobbiamo togliere i bambini da quell’ambiente malsano»
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OLBIA. La deriva leghista non contagia l’animo moderato del sindaco forzista. Alle ruspe invocate da quel “prima gli italiani” di gran moda, Settimo Nizzi risponde con l’uguaglianza dei diritti sancita dalla Costituzione. Roba di sinistra. Il primo cittadino travolto dall’emergenza ambientale nell’ex campo rom di Sa Corroncedda difende la scelta di trovare una casa alle famiglie rimaste a vivere tra roulotte cannibalizzate e rifiuti maleodoranti. Il suo pensiero è rivolto ai bambini costretti a una non vita dentro la discarica. Con coraggio affronta il tema in Consiglio comunale. Sa bene che difendere i rom non è proprio un moltiplicatore di consensi. Ma Nizzi non si torna indietro. «Anche se gli adulti compiono degli illeciti noi dobbiamo togliere da quell’ambiente malsano i bambini. E a chi invoca un fantomatico diritto in base al quale un nostro concittadino ha più diritto di un altro, ricordo che i diritti sono uguali per tutti e sanciti dalla Costituzione». Le sue parole gelano l’aula. E forse, se la minoranza non avesse abbandonato l’aula, avrebbe dovuto anche applaudire nel sentire la prima cosa di sinistra pronunciata sul tema nell’ultimo mese.
Rewind. Ai primi di ottobre i comitati “Complanari” e “4 corsie” denunciano alla Procura il degrado ambientale a Sa Piana Manna. La strada che porta al campo rom è occupata per metà da cataste di rifiuti alte due metri. E dentro lo spazio comunale un tempo abitato dalle famiglie nomadi la situazione è anche peggio. Sgomberato nel 2018, in anticipo rispetto alla scadenza del 2020 imposta dall’Europa, sei famiglie, con molti bambini, sono rimaste a vivere lì. Non per la bellezza dei luoghi e dei servizi. Non ci sono né luce né acqua. La verità è che cercano casa ma nessuno gliela affitta. Nemmeno con le garanzie offerte dall’amministrazione.
L’immobile a Pasana. Falliti i tentativi di trovare case, l’assessorato ai Servizi sociali individua un immobile di sua proprietà con sei appartamenti a Pasana. L’edificio dichiarato abusivo adesso fa parte del patrimonio comunale. Servono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. In più all’interno ci abita un uomo che rivendica il diritto a occupare quella casa. Una battaglia sostenuta anche dal capogruppo di opposizione, Rino Piccinnu. Che ha presentato un’interrogazione.
Diritti e Costituzione. «Il Comune sta facendo di tutto per trovare una sistemazione alle famiglie rom che ancora stanno al campo – continua Nizzi –. Vediamo poi la meschinità di chi sostiene che sia più giusto lasciare un cittadino olbiese, abusivo, dentro una casa piuttosto che assegnarla eventualmente ad altri cittadini olbiesi. Gente che è nata qui. Figli di questa comunità, che vanno a scuola e giocano con i nostri figli. Secondo loro noi non dovremmo fare un bando pubblico per assegnare quegli appartamenti temporaneamente e togliere da quel disastro ambientale quei poveri bambini. Noi dobbiamo salvare gli esseri umani, non possiamo farli morire nascondendoci dietro un fantomatico diritto in base al quale un nostro concittadino ha più diritto di un altro. I diritti dei nostri concittadini sono uguali per legge, per Costituzione. Questa scelta inoltre ci permette di spendere meno di quanto ci costerebbe trovare una sistemazione a queste persone se fossimo obbligati da un tribunale».
Rewind. Ai primi di ottobre i comitati “Complanari” e “4 corsie” denunciano alla Procura il degrado ambientale a Sa Piana Manna. La strada che porta al campo rom è occupata per metà da cataste di rifiuti alte due metri. E dentro lo spazio comunale un tempo abitato dalle famiglie nomadi la situazione è anche peggio. Sgomberato nel 2018, in anticipo rispetto alla scadenza del 2020 imposta dall’Europa, sei famiglie, con molti bambini, sono rimaste a vivere lì. Non per la bellezza dei luoghi e dei servizi. Non ci sono né luce né acqua. La verità è che cercano casa ma nessuno gliela affitta. Nemmeno con le garanzie offerte dall’amministrazione.
L’immobile a Pasana. Falliti i tentativi di trovare case, l’assessorato ai Servizi sociali individua un immobile di sua proprietà con sei appartamenti a Pasana. L’edificio dichiarato abusivo adesso fa parte del patrimonio comunale. Servono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. In più all’interno ci abita un uomo che rivendica il diritto a occupare quella casa. Una battaglia sostenuta anche dal capogruppo di opposizione, Rino Piccinnu. Che ha presentato un’interrogazione.
Diritti e Costituzione. «Il Comune sta facendo di tutto per trovare una sistemazione alle famiglie rom che ancora stanno al campo – continua Nizzi –. Vediamo poi la meschinità di chi sostiene che sia più giusto lasciare un cittadino olbiese, abusivo, dentro una casa piuttosto che assegnarla eventualmente ad altri cittadini olbiesi. Gente che è nata qui. Figli di questa comunità, che vanno a scuola e giocano con i nostri figli. Secondo loro noi non dovremmo fare un bando pubblico per assegnare quegli appartamenti temporaneamente e togliere da quel disastro ambientale quei poveri bambini. Noi dobbiamo salvare gli esseri umani, non possiamo farli morire nascondendoci dietro un fantomatico diritto in base al quale un nostro concittadino ha più diritto di un altro. I diritti dei nostri concittadini sono uguali per legge, per Costituzione. Questa scelta inoltre ci permette di spendere meno di quanto ci costerebbe trovare una sistemazione a queste persone se fossimo obbligati da un tribunale».
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