«Laboratorio analisi al collasso»
Li Gioi (M5s) presenta un’interrogazione in consiglio regionale: «Emergenza da risolvere subito»
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OLBIA. «Il laboratorio analisi di Olbia opera in condizioni critiche da troppo tempo, con un organico notevolmente ridotto rispetto a quelle che sono le esigenze attuali. Queste condizioni di perenne emergenza non possono essere più tollerate». Ecco perché il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio per chiedere all’assessore alla Sanità Mario Nieddu un intervento tempestivo affinché questa situazione possa essere risolta una volta per tutte. Ma prima, Li Gioi, aveva fatto un sopralluogo al laboratorio analisi e, ora, fa una radiografia precisa delle difficoltà enormi in cui opera il servizio.
«In ematologia - scrive in un documento - opera un solo tecnico per sei macchinari; nell'area cosiddetta del “siero 1” un operatore deve agire addirittura su quattro macchine; nell'area “siero 2” la situazione è ancora più grave poiché le macchine che deve seguire una sola persona sono addirittura cinque. Non è tutto. Nella “preanalitica”, settore fondamentale nel quale vengono avviate tutte le operazioni, non c'è nessun addetto e il personale se ne occupa a rotazione quando può allontanarsi dal proprio settore».
Dalle emergenze che vive un organico ridotto all’osso, ai problemi gravissimi che incontrano i tantissimi utenti. «Attualmente al centro prelievi dell’ospedale San Giovanni di Dio possono essere serviti soltanto i pazienti muniti di un’impegnativa con su scritto "urgente" oltre a coloro che hanno un codice di esenzione e le donne in gravidanza. Tutti i "non esenti" sono invece esclusi. Ci troviamo di fronte a un quadro assurdo - continua Li Gioi -, frutto di scriteriati tagli lineari lontani anni luce dalla realtà operativa della sanità pubblica. Per di più questa situazione vergognosa ha fatto registrare un crollo dei prelievi e una drastica riduzione delle prestazioni specialistiche erogate dal laboratorio di analisi della Assl di Olbia». E ancora : «Oltre a creare un inaccettabile disagio per i pazienti, la carenza di personale danneggia enormemente l'Ats - spiega il consigliere regionale - in quanto, come più volte sottolineato in questi mesi dal primario della struttura Flavio Lai, integra un danno erariale di circa 2.000 euro al giorno».
Nell’atto presentato da Li Gioi c’è anche l’elenco delle criticità nel dettaglio: «Fin dal 1994 il laboratorio ospedaliero è aperto all’utenza “esterna” ma per poter adempiere all'enorme mole di lavoro quotidiano sarebbero necessarie sedici persone: una per la notte, due per il turno dalle 14 alle 20, sette per la copertura del turno mattutino, ai quali bisogna sommare il personale a riposo, il recupero ore dei turni notturni e festivi, le assenze per congedo ordinario e malattia. Dal 22 agosto scorso, la situazione è peggiorata: le attività ambulatoriali di prelievo e la raccolta campioni nei centri territoriali sono state sospese. Sono state così assunte due persone, ma il numero di personale in servizio risulta ancora gravemente insufficiente. Le attività non sono mai riprese a pieno regime e chi non rientra nella categoria “urgente” è costretto a rivolgersi da un’altra parte». (s.p.)
«In ematologia - scrive in un documento - opera un solo tecnico per sei macchinari; nell'area cosiddetta del “siero 1” un operatore deve agire addirittura su quattro macchine; nell'area “siero 2” la situazione è ancora più grave poiché le macchine che deve seguire una sola persona sono addirittura cinque. Non è tutto. Nella “preanalitica”, settore fondamentale nel quale vengono avviate tutte le operazioni, non c'è nessun addetto e il personale se ne occupa a rotazione quando può allontanarsi dal proprio settore».
Dalle emergenze che vive un organico ridotto all’osso, ai problemi gravissimi che incontrano i tantissimi utenti. «Attualmente al centro prelievi dell’ospedale San Giovanni di Dio possono essere serviti soltanto i pazienti muniti di un’impegnativa con su scritto "urgente" oltre a coloro che hanno un codice di esenzione e le donne in gravidanza. Tutti i "non esenti" sono invece esclusi. Ci troviamo di fronte a un quadro assurdo - continua Li Gioi -, frutto di scriteriati tagli lineari lontani anni luce dalla realtà operativa della sanità pubblica. Per di più questa situazione vergognosa ha fatto registrare un crollo dei prelievi e una drastica riduzione delle prestazioni specialistiche erogate dal laboratorio di analisi della Assl di Olbia». E ancora : «Oltre a creare un inaccettabile disagio per i pazienti, la carenza di personale danneggia enormemente l'Ats - spiega il consigliere regionale - in quanto, come più volte sottolineato in questi mesi dal primario della struttura Flavio Lai, integra un danno erariale di circa 2.000 euro al giorno».
Nell’atto presentato da Li Gioi c’è anche l’elenco delle criticità nel dettaglio: «Fin dal 1994 il laboratorio ospedaliero è aperto all’utenza “esterna” ma per poter adempiere all'enorme mole di lavoro quotidiano sarebbero necessarie sedici persone: una per la notte, due per il turno dalle 14 alle 20, sette per la copertura del turno mattutino, ai quali bisogna sommare il personale a riposo, il recupero ore dei turni notturni e festivi, le assenze per congedo ordinario e malattia. Dal 22 agosto scorso, la situazione è peggiorata: le attività ambulatoriali di prelievo e la raccolta campioni nei centri territoriali sono state sospese. Sono state così assunte due persone, ma il numero di personale in servizio risulta ancora gravemente insufficiente. Le attività non sono mai riprese a pieno regime e chi non rientra nella categoria “urgente” è costretto a rivolgersi da un’altra parte». (s.p.)
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