La Nuova Sardegna

Olbia

Tribunale alla paralisi: è pressing al ministero

di Tiziana Simula
Tribunale alla paralisi: è pressing al ministero

L’avvocatura nazionale in campo con i colleghi galluresi in sciopero da un mese L’Organismo congressuale forense chiede l’ampliamento della pianta organica

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TEMPIO. A dare man forte agli avvocati galluresi in astensione dalle udienze da oltre un mese per denunciare lo sfacelo del tribunale di Tempio, c’è ora anche l’avvocatura nazionale. I rappresentanti nazionali dell’Organismo congressuale forense (Ocf), organismo di vertice di rappresentanza politica dell’avvocatura italiana, hanno partecipato ieri alla riunione organizzata nel palazzo di giustizia gallurese dall’Unione regionale delle Curie, l’associazione che riunisce tutti gli ordini forensi della Sardegna e dall’Ordine degli avvocati del Foro di Tempio. Un’assemblea aperta voluta per accendere i riflettori sull’emergenza del tribunale di Tempio, alla paralisi per la carenza di giudici e personale amministrativo. In aula a sostenere la battaglia per la giustizia, politici regionali, amministratori locali e sindacati. I rappresentanti dell’Ocf – presenti il coordinatore Giovanni Malinconico, Armando Rossi e Antonello Bevilacqua, e il delegato al consiglio nazionale forense Ettore Atzori – hanno raccolto il malessere e la denuncia dei colleghi galluresi e l’istanza emersa dall’assemblea degli avvocati. «All’Ocf chiediamo con urgenza questo – ha detto il presidente dell’Unione regionale delle Curie della Sardegna, Antonello Spada –: l’apertura di un tavolo al ministero della Giustizia che affronti l’emergenza Tempio. Due le richieste: tempi di permanenza più lunghi per i giudici in applicazione, e l’ampliamento della pianta organica, unica soluzione al problema».

A fotografare con i numeri la drammatica realtà del tribunale, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Tempio, Carlo Selis. Numeri tristemente noti, già resi pubblici nelle sue numerose denunce dal presidente del tribunale Giuseppe Magliulo. Ieri era assente per motivi di salute, ma ha inviato una nota, letta dal giudice Marco Contu, nella quale ha ringraziato i vertici dell’avvocatura per l’impegno in questa vertenza.

I numeri della denegata giustizia sono lampanti: 24mila procedimenti civili e penali pendenti per 6 magistrati oggi assegnati al tribunale su una pianta organica già sottodimensionata di 11 giudici. Con un carico di lavoro per ciascuno dei 6 magistrati (solo 1 al civile ordinario), di oltre 4mila fascicoli. I procedimenti pendenti a Tempio sono oltre il doppio di quelli del tribunale di Nuoro e oltre il triplo di quelli di Oristano. «Nonostante questa evidenza, il tribunale di Tempio ha una pianta organica di soli 11 giudici, nettamente inferiore ai 15 di Nuoro e ai 17 di Oristano – ha spiegato Carlo Selis – Il nostro tribunale è classificato come “ufficio di piccole dimensioni” al quale vengono destinati principalmente magistrati di prima nomina. Ciò determina un avvicendamento frequente e cicliche scoperture di organico». «Se siamo arrivati all’astensione a oltranza è perché non vediamo più un futuro», ha rimarcato Paola Gosamo, rappresentante sarda all’Ocf e presidente dell’Ordine degli avvocati di Tempio per anni, che ha ricordato come questa battaglia sia cominciata parecchio tempo fa, senza trovare mai soluzioni. Il deputato 5stelle Nardo Marino ha inviato una nota nella quale fa sapere che è imminente la revisione delle piante organiche da parte del ministero.

«Questa astensione è come un urlo», ha concluso Malinconico assicurando l’impegno dell’Ocf non solo per Tempio «ma per tutti i tribunali di prossimità, coinvolgendo nella battaglia le comunità locali, svuotate della presenza dello Stato nel proprio territorio».



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