Pusher incastrato dalla madre
di Stefania Puorro
Quarantenne con cocaina e 1700 grammi di marijuana. La donna: «Non è vero che abita da me»
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OLBIA. I militari in borghese hanno subito notato lo strano atteggiamento di un uomo che viaggiava sul sedile passeggero di un’auto. Non solo. Quella macchina faceva sempre lo stesso giro, nella zona di via Barcellona. C’era qualcosa sotto.
I carabinieri hanno solo aspettato il momento giusto per intervenire e a quel punto ogni dubbio è svanito: l’uomo che si sono trovati di fronte, Bruno Fois, 40 anni, olbiese, diversi precedenti per droga, aveva addosso 5 dosi di cocaina pronte per essere smerciate (4,8 grammi in tutto) e due bilancini di precisione. Probabilmente era imminente l’incontro con i compratori.
Non lo ha difeso nemmeno la madre quando si è trovata di fronte i militari: “Non vive con me”, ha detto.
La successiva perquisizione è scattata poi nella casa dove abita realmente Fois e sotto un materasso sono stati recuperati un chilo e settecento grammi di marijuana. Ma è stato sequestrato anche un quaderno, sul quale ci sono tutti i conti aggiornati. Da qui l’arresto per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri la direttissima davanti al giudice Camilla Tesi che oltre ad aver convalidato l’arresto ha disposto che Bruno Fois (difeso dall’avvocato Brunilda Mucaj) venisse rinchiuso in carcere. Rimarrà lì sino al 21 novembre, quando riprenderà il processo.
L’operazione, coordinata dal colonnello Davide Crapa, rientra nei servizi che il Reparto territoriale dei carabinieri organizza con frequenza per contrastare lo spaccio di droga. Un’attività che vede impegnati di giorno e di notte sia i militari in borghese della sezione operativa, sia le pattuglie della Radiomobile.
Tutti mobilitati anche lunedì sera, quando hanno poi arrestato Bruno Fois. Al volante della macchina c’era un amico di Fois, ma lui è stato solo denunciato per guida senza patente.
Dopo aver recuperato la cocaina, i carabinieri sono andati oltre. E hanno chiesto a Fois dove abitasse: lui però ha dato l’indirizzo dell’abitazione di famiglia e la madre ha appunto negato che il figlio risiedesse con lei. Così ha dovuto fornire indicazioni sul vero domicilio e nel giro di qualche minuto è stata trovata la marijuana già divisa in buste di varia grandezza. Bruno Fois ha trascorso la notte in una cella di sicurezza e poi, ieri, è stato portato davanti al giudice del tribunale di Tempio. Subito dopo è stato trasferito in carcere.
I carabinieri hanno solo aspettato il momento giusto per intervenire e a quel punto ogni dubbio è svanito: l’uomo che si sono trovati di fronte, Bruno Fois, 40 anni, olbiese, diversi precedenti per droga, aveva addosso 5 dosi di cocaina pronte per essere smerciate (4,8 grammi in tutto) e due bilancini di precisione. Probabilmente era imminente l’incontro con i compratori.
Non lo ha difeso nemmeno la madre quando si è trovata di fronte i militari: “Non vive con me”, ha detto.
La successiva perquisizione è scattata poi nella casa dove abita realmente Fois e sotto un materasso sono stati recuperati un chilo e settecento grammi di marijuana. Ma è stato sequestrato anche un quaderno, sul quale ci sono tutti i conti aggiornati. Da qui l’arresto per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri la direttissima davanti al giudice Camilla Tesi che oltre ad aver convalidato l’arresto ha disposto che Bruno Fois (difeso dall’avvocato Brunilda Mucaj) venisse rinchiuso in carcere. Rimarrà lì sino al 21 novembre, quando riprenderà il processo.
L’operazione, coordinata dal colonnello Davide Crapa, rientra nei servizi che il Reparto territoriale dei carabinieri organizza con frequenza per contrastare lo spaccio di droga. Un’attività che vede impegnati di giorno e di notte sia i militari in borghese della sezione operativa, sia le pattuglie della Radiomobile.
Tutti mobilitati anche lunedì sera, quando hanno poi arrestato Bruno Fois. Al volante della macchina c’era un amico di Fois, ma lui è stato solo denunciato per guida senza patente.
Dopo aver recuperato la cocaina, i carabinieri sono andati oltre. E hanno chiesto a Fois dove abitasse: lui però ha dato l’indirizzo dell’abitazione di famiglia e la madre ha appunto negato che il figlio risiedesse con lei. Così ha dovuto fornire indicazioni sul vero domicilio e nel giro di qualche minuto è stata trovata la marijuana già divisa in buste di varia grandezza. Bruno Fois ha trascorso la notte in una cella di sicurezza e poi, ieri, è stato portato davanti al giudice del tribunale di Tempio. Subito dopo è stato trasferito in carcere.
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