La Nuova Sardegna

Olbia

Reti idriche colabrodo: partono i nuovi cantieri

di Sebastiano Depperu
Reti idriche colabrodo: partono i nuovi cantieri

Abbanoa al lavoro per sistemare altri cinque chilometri di vecchie condotte L’acqua adesso è di nuovo potabile e viene garantita l’erogazione senza pause

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TEMPIO. Acqua potabile e h24: sono questi i risultati ottenuti da Abbanoa con gli interventi effettuati a Tempio grazie a un’intensa attività di efficientamento delle reti, lotta alle dispersioni e recupero delle fonti locali che ha contraddistinto il piano dei lavori del 2019. Per anni, la cittadina gallurese ha avuto l'acqua non potabile. Ora alcune fonti riprendono vita, piano piano. Sono pronti a essere avviati nuovi cantieri per la sostituzione integrale di cinque chilometri di reti grazie a un investimento di ulteriori due milioni di euro ottenuti tramite i finanziamenti Por-Fesr del Fondo europeo di sviluppo regionale. Riguarderanno ulteriori tratti delle vie Olbia, Fosse Ardeatine, De Matis, Deledda, Limbara, Murinu, Lucurosu, Lacustaggia, Alba Barona, Rosa del Limbara, del Cerchio, Sant’Agostino, Santa Lucia, Italia Unita, La Marmora, Don Sturzo, Europa Unita, Borgo Concezione, Val D’Ossola, Lutzu, La Trinità, Rosselli e Carpi. A questi si sommano i cinque chilometri di nuove reti già realizzate nelle vie Vivanti, Naddeo, Gobetti, Romita, Palermo, Italia Unica, Mezzaaustu, San Giovanni Bosco, San Marco, Santa Caterina, Sotgiu, Salvo D’Acquisto, Fratellilli Cervi, Fratelli Rosselli, Carpi Buozzi, Trieste, Canonico Pesa, Pintor, Sturzo, Olbia, Fosse Ardeatine, De Matis, Deledda, Limbara, Murinu, Lucurosu e Lacustaggia. E’ stato sostituito anche il collegamento tra i serbatoi di Pischinaccia e Lu Ciaccaru.

La rete idrica di Tempio è una delle più critiche di tutta la Sardegna: 52 chilometri di condotte colabrodo con tassi di dispersione intorno al 60%. «Nel corso dei decenni i precedenti gestori avevano realizzato un sistema irrazionale dove convivevano tubature realizzate in più epoche senza dismettere le più antiche ormai deteriorate tanto da compromettere la qualità dell’acqua con residui di ferro», dicono da Abbanoa che, negli ultimi anni, senza la mappatura delle reti avute in gestione, ha proceduto alla ricostruzione dello schema idrico cittadino e alla sostituzione dei tratti più ammalorati. Sfruttando le tecnologie più avanzate, i tecnici di Abbanoa hanno portato avanti una campagna di ricerca delle dispersioni: spesso perdite che non affiorano in superficie e di difficile individuazione. Assieme a una ditta specializzata, si è poi proceduto ad installare apparecchiature che permettono di localizzare nel sottosuolo i tratti di rete in cui sono presenti perdite. Le strumentazioni consentono di verificare portata e pressione sia di giorno che di notte. Nonostante le sorgenti del Limbara continuino a essere a secco, l’acqua recuperata dall’eliminazione delle dispersioni e le manovre in rete apportate per una migliore distribuzione hanno consentito già nei giorni scorsi di eliminare le restrizioni e ripristinare un’erogazione h 24. La situazione è costantemente monitorata.

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