tribunale
Due siniscolesi a processo per rapina: sfilata di testi in aula
NUORO. «Aveva rubato i soldi dalla cassa e poi mi aveva minacciata pesantemente». Ieri mattina Michaela Borza, dipendente del Bar Rifugio a Siniscola ha raccontato davanti al collegio (presidente...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «Aveva rubato i soldi dalla cassa e poi mi aveva minacciata pesantemente». Ieri mattina Michaela Borza, dipendente del Bar Rifugio a Siniscola ha raccontato davanti al collegio (presidente Cannas), i momenti della rapina subita da Dario Tuveri e da Luca Meloni, difesi dagli avvocati Gianluca Sannio e Priamo Siotto (sostituito dall’avvocato Andrea Puledda). «Non c’era più nessuno al bar – ha detto la teste – erano rimasti solo loro due seduti a un tavolino. Tuveri si è alzato per andare in bagno e una volta uscito è passato dietro al bancone e ha aperto la cassa. Ha preso i soldi e se li è messi in tasca. Ho cercato di farmeli restituire, dicendogli che avrei chiamato i carabinieri. Ha iniziato a minacciarmi dicendomi che avrebbe fatto del male anche a mio figlio. Ha portato via 70 euro».
È seguita poi la deposizione del titolare del bar, arrivato poco dopo nel locale. «Mi ero rivolto a Tuveri suggerendogli di restituire il denaro – ha detto Andrea Taras – La questione per me si sarebbe conclusa lì. E così ha fatto». Tuveri si era reso protagonista di altre rapine alle quali avrebbero, in concorso partecipato anche Meloni. Tutti colpi messi a segno che hanno avuto come bottino somme modestissime, da 70 a massimo 200 euro. Come quello al bar Snoopy, sempre a Siniscola dove l’imputato aveva portato via l’incasso della giornata e poi era scappato. Il titolare del locale, Giorgio Meloni, sentito ieri mattina in aula, ha detto di aver riavuto indietro i soldi qualche giorno dopo il colpo. «Quella sera mi ero allontano un attimo dal bar per andare a prendere le sigarette per me e anche per Meloni – ha raccontato –. Ho lasciato i due giovani nel locale e quando stavo rientrando ho notato Tuveri correre. Quando sono arrivato mi hanno detto cos’era successo. Meloni mi ha sottolineato che lui non c’entrava nulla. Ho cercato di mettermi in contatto con Tuveri: conoscevo il suocero e anche la moglie, e ho cercato di farmi restituire il denaro. Mi ha riportato 200 euro due giorni dopo». Prossima udienza il prossimo 22 gennaio. (k.s.)
È seguita poi la deposizione del titolare del bar, arrivato poco dopo nel locale. «Mi ero rivolto a Tuveri suggerendogli di restituire il denaro – ha detto Andrea Taras – La questione per me si sarebbe conclusa lì. E così ha fatto». Tuveri si era reso protagonista di altre rapine alle quali avrebbero, in concorso partecipato anche Meloni. Tutti colpi messi a segno che hanno avuto come bottino somme modestissime, da 70 a massimo 200 euro. Come quello al bar Snoopy, sempre a Siniscola dove l’imputato aveva portato via l’incasso della giornata e poi era scappato. Il titolare del locale, Giorgio Meloni, sentito ieri mattina in aula, ha detto di aver riavuto indietro i soldi qualche giorno dopo il colpo. «Quella sera mi ero allontano un attimo dal bar per andare a prendere le sigarette per me e anche per Meloni – ha raccontato –. Ho lasciato i due giovani nel locale e quando stavo rientrando ho notato Tuveri correre. Quando sono arrivato mi hanno detto cos’era successo. Meloni mi ha sottolineato che lui non c’entrava nulla. Ho cercato di mettermi in contatto con Tuveri: conoscevo il suocero e anche la moglie, e ho cercato di farmi restituire il denaro. Mi ha riportato 200 euro due giorni dopo». Prossima udienza il prossimo 22 gennaio. (k.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google