«Non sono uno stalker» operaio interrogato dal gip
di Tiziana Simula
Accusato di minacce e molestie nei confronti della ex, ha respinto tutte le accuse Revocato il divieto di avvicinarsi alla donna: dovrà presentarsi in caserma
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OLBIA. «Non sono uno stolker», ha detto al gip che lo interrogava, rispondendo a tutte le domande e raccontando una versione diversa dei fatti rispetto alle accuse contenute nelle denunce presentate dalla sua ex. Contestazioni pesanti che avevano fatto scattare alcuni giorni fa, nei confronti dell’indagato – un operaio di 29 anni, accusato di stalking –, il provvedimento cautelare di divieto di avvicinamento alla sua ex fidanzata.
Ieri il giovane, assistito dal suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile, è stato interrogato dal gip del tribunale di Tempio, Marco Contu. Che, accogliendo la richiesta della difesa, ha attenuato la misura cautelare revocando il divieto di avvicinamento alla giovane: l’operaio dovrà presentarsi una volta la settimana dai carabinieri, in attesa che la Procura verifichi e approfondisca la situazione dei rapporti tra i due. Dalla nutrita indagine difensiva prodotta dalla difesa e dalla diversa prospettazione dei fatti resa dall’indagato durante l’interrogatorio sarebbe emerso che la conflittualità era stata superata e che i due si erano riconciliati, tanto da voler andare a vivere insieme. «Da parte nostra c’è la massima soddisfazione per la decisione del giudice», commenta l’avvocato Murrighile. Tante e pesanti le condotte violente addebitate al giovane: dagli insulti con svariati epiteti alle molestie con telefonate e messaggi sms, dalle minacce di morte persino con l’uso di un coltello alla diffamazione con terze persone, dalla minaccia di buttare la donna in mare da un pontile agli inseguimenti in auto. Fino alla minaccia di cospargere di benzina l’auto della giovane per poi appiccare fuoco. Una catena di minacce che aveva spinto la donna a presentare più di una denuncia ai carabinieri finché, all’ennesima, era scattato il provvedimento del giudice che gli vietava di avvicinarsi alla ex compagna.
Ieri il giovane, assistito dal suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile, è stato interrogato dal gip del tribunale di Tempio, Marco Contu. Che, accogliendo la richiesta della difesa, ha attenuato la misura cautelare revocando il divieto di avvicinamento alla giovane: l’operaio dovrà presentarsi una volta la settimana dai carabinieri, in attesa che la Procura verifichi e approfondisca la situazione dei rapporti tra i due. Dalla nutrita indagine difensiva prodotta dalla difesa e dalla diversa prospettazione dei fatti resa dall’indagato durante l’interrogatorio sarebbe emerso che la conflittualità era stata superata e che i due si erano riconciliati, tanto da voler andare a vivere insieme. «Da parte nostra c’è la massima soddisfazione per la decisione del giudice», commenta l’avvocato Murrighile. Tante e pesanti le condotte violente addebitate al giovane: dagli insulti con svariati epiteti alle molestie con telefonate e messaggi sms, dalle minacce di morte persino con l’uso di un coltello alla diffamazione con terze persone, dalla minaccia di buttare la donna in mare da un pontile agli inseguimenti in auto. Fino alla minaccia di cospargere di benzina l’auto della giovane per poi appiccare fuoco. Una catena di minacce che aveva spinto la donna a presentare più di una denuncia ai carabinieri finché, all’ennesima, era scattato il provvedimento del giudice che gli vietava di avvicinarsi alla ex compagna.
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