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IL PROGETTO 

La giustizia riparativa a scuola, laboratori per alunni e docenti

La giustizia riparativa a scuola, laboratori per alunni e docenti

TEMPIO. Procede, e con obiettivi sempre più ambiziosi e concreti, il progetto che mira a fare di Tempio uno dei luoghi in cui mettere in pratica i principi della giustizia riparativa. È, infatti,...

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TEMPIO. Procede, e con obiettivi sempre più ambiziosi e concreti, il progetto che mira a fare di Tempio uno dei luoghi in cui mettere in pratica i principi della giustizia riparativa. È, infatti, ripartita la nuova annualità del laboratorio rivolto a tutti gli istituti superiori della città per “apprendisti facilitatori”. Le attività laboratoriali, che coinvolgeranno molti studenti delle scuole tempiesi, seguiranno un preciso calendario e prevedono,come ha spiegato nel corso del primo incontro svoltosi nell’aula magna del Liceo “Dettori” la psicologa Luisella Scarpa del team delle Pratiche di Giustizia Riparativa dell’Università di Sassari, un incontro mensile rivolto agli studenti e uno riservato agli insegnanti.

Tutto questo sino a maggio 2020, poche settimane prima del Forum Internazionale programmato a Sassari tra il 25 e il 27 giugno del prossimo anno. Si lavora, quindi, in prospettiva a un evento che però non si terrà a Tempio e che avrebbe potuto costituire per la città gallurese un’occasione dai tanti risvolti positivi. Si pensi solo che viene stimato in almeno 350 il numero degli ospiti che, provenienti da tutto il mondo, dovrebbero partecipare al forum. Tempio sarà, comunque, chiamata a fare la sua parte, e nell’organizzazione del progetto continuerà ad avere un ruolo centrale la struttura carceraria di Nuchis, dove avranno luogo gli incontri mensili.

Ci sarà una novità: rispetto allo scorso anno, gli studenti dei tre istituti superiori cittadini lavoreranno insieme, sempre in modalità “circle time”, portando all’interno del gruppo aperto esperienze e percorsi intrapresi a partire da quanto è stato già fatto nell’ambito del laboratorio di Giustizia Riparativa attivato all’interno dei rispettivi istituti. Una prima prova di lavoro comune è stata fatta, e, a quanto pare, con risultati positivi. Gli studenti si fanno facilmente coinvolgere e da parte loro sono emerse domande e proposte che i facilitatori dell’ateneo sassarese hanno accolto con la dovuta attenzione.

Due sono le finalità del percorso che stanno intraprendendo insieme ai loro insegnanti. Il primo è la preparazione per la partecipazione al Forum internazionale; il secondo è quello di mettere in pratica nelle scuole di appartenenza quanto è stato appreso grazie al laboratorio. Docenti e studenti diventeranno così tutor junior e senior e diffonderanno, applicandoli, i principi della giustizia riparativa nel mondo della scuola. Per la Ds del “Dettori”, Concetta Cimmino, si potrebbe anche valutare insieme ai docenti l’inserimento concreto e operativo di pratiche e percorsi di Giustizia Riparativa all’interno dei percorsi didattici e formativi. Un proposito che, se realizzato, confermerebbe il grande valore del progetto che ha nella figura della professoressa Patrizia Patrizi il suo principale responsabile scientifico. (g.pu.)

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