Processo
Parolacce e colpi ai carabinieri condannato a 16 mesi
OLBIA. Quando i carabinieri lo avevano fermato per un controllo mentre percorreva in auto via Roma, insieme a sua moglie, aveva reagito malamente, prima con parolacce, poi, colpendo un militare....
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OLBIA. Quando i carabinieri lo avevano fermato per un controllo mentre percorreva in auto via Roma, insieme a sua moglie, aveva reagito malamente, prima con parolacce, poi, colpendo un militare. Cabane Znaidi, 32 anni, tunisino, era stato arrestato con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, e successivamente messo ai domiciliari dopo che il suo difensore, l’avvocato Giovanna Porcu, aveva presentato istanza al tribunale del Riesame, che aveva accolto la sua richiesta. Ieri mattina è stato processato con rito abbreviato. Il giudice Nicola Bonante lo ha condannato a 16 mesi, il pubblico ministero Maria Antonietta Bacciu aveva chiesto 14 mesi di reclusione. Stando alle accuse, il tunisino si sarebbe rifiutato di dare ai militari che lo avevano fermato per un controllo, il documento d’identità, reagendo con parolacce e, poi, aggredendo uno dei militari e divincolandosi e dando colpi all’auto quando i carabinieri lo avevano fatto entrare all’interno della macchina di servizio. Nell’arringa il suo difensore ha spiegato al giudice che il giovane non si era rifiutato di fornire la carta d’identità ma che in quel momento non ce l’aveva con sé e che aveva comunque detto qual’era il suo nome. Chiedendo, quindi, l’assoluzione per il suo assistito. Ma il giudice è stato di parere diverso. Il difensore preannuncia appello e istanza di revoca dei domiciliari. (t.s.)
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