Minacce e graffi alle auto denunciati padre e figlio
di Angelo Mavuli
Non volevano che gli automobilisti parcheggiassero vicino alla loro casa Incastrati dalle telecamere installate dalla polizia durante i danneggiamenti
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Si atteggiavano da padroni della strada. Chi osava parcheggiare nella centralissima via San Paolo, dove abitavano, davanti o vicino alla loro casa, si ritrovava con la macchina graffiata e pesantemente danneggiata. Non volevano che nessun automobilista parcheggiasse lì, e per impedirlo sul momento o scoraggiare eventuali posteggi futuri, mettevano in atto una serie di minacce e danneggiamenti con l’obiettivo di garantirsi l’esclusività dei parcheggi. Ora i due tempiesi, padre e figlio, di 60 e 37 anni, sono indagati dalla Procura di Tempio per violenza privata, minacce e danneggiamento. A incastrarli nelle loro ritorsioni, le immagini delle telecamere e l’attività investigativa messa in campo dalla polizia che ha rafforzato i controlli nel centro in seguito alle diverse denunce presentate dai cittadini stanchi delle angherie subite dai due. Al termine di minuziose indagini, pedinamenti e persino riprese con telecamere nascoste, gli uomini del commissariato di Tempio diretti dal dirigente Paolo Meloni, di concerto con la Procura della Repubblica di Tempio, hanno scoperto e denunciato in stato di libertà i due tempiesi, domiciliati sulla centralissima via San Paolo, via a senso unico tra Piazza Brigata Sassari e via Gramsci. Padre e figlio, stando alle accuse della polizia, confortate da indagini accurate, non gradivano che sulla via, non molto estesa, di fronte alla loro abitazione e neanche nelle sue vicinanze, gli automobilisti o gli abitanti della stessa via posteggiassero. Quando questo accadeva – e succedeva spesso considerato che non c’era alcun segnale di divieto –, i due si rivoltavano contro gli automobilisti con richieste perentorie di spostare le macchine, incalzando con minacce. Fino ad arrivare a graffiare le auto e a squarciare le gomme.
I fatti sarebbero avvenuti dai primi mesi del 2018 a oggi. Ma i responsabili non sapevano che il personale del commissariato di Tempio – a cui diversi abitanti avevano denunciato il fatto – aveva posizionato e attivato da tempo, nella zona, diverse telecamere. Immagini che hanno incastrato padre e figlio mentre mettevano in atto i danneggiamenti o minacciavano gli automobilisti. Da lì, la denuncia all’autorità giudiziaria.
I fatti sarebbero avvenuti dai primi mesi del 2018 a oggi. Ma i responsabili non sapevano che il personale del commissariato di Tempio – a cui diversi abitanti avevano denunciato il fatto – aveva posizionato e attivato da tempo, nella zona, diverse telecamere. Immagini che hanno incastrato padre e figlio mentre mettevano in atto i danneggiamenti o minacciavano gli automobilisti. Da lì, la denuncia all’autorità giudiziaria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
