Nautica, un’armata di 62 aziende
di Giandomenico Mele
Due grandi progetti all’orizzonte: il cantiere Vanelo per i maxi yacht e la Novamarine a Su Arrasolu
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OLBIA. Yacht e maxi yacht vanno a fare il rimessaggio lontano dalla Gallura. Ma la cantieristica nautica resta uno dei fiori all’occhiello dell’economia di Olbia. Solo un apparente paradosso, visto che il mercato più florido per il “refit” resta quello dei natanti, ma soprattutto le imbarcazioni: quelle di lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri. In questo segmento Olbia rappresenta uno dei distretti industriali più importanti del Mediterraneo. Uno dei dati contenuti in uno studio elaborato dal Cipnes, che ha nella zona industriale di Olbia uno dei poli produttivi di eccellenza della Sardegna. Qui sono 62 le aziende impegnate nella nautica. «Un dato sorprendente, per le dimensioni e l’importanza del settore – ha spiegato l’altro il Cipnes per voce di Augusto Ditel, capo ufficio stampa, durante la presentazione del rapporto Cna sulla filiera della nautica –. La prossima settimana illustreremo un quadro del settore, insieme a quelli dell’agroalimentare e dei trasporti, in un report elaborato dal Cipnes».
Sede in città. Un ulteriore aspetto è che oltre l’80% delle aziende della nautica ha sede fiscale a Olbia, generando benefici economici, legati anche all’indotto, che creano ricchezza sul territorio. Sono dunque 62 le imprese della nautica, su un totale di 537 censite nel comprensorio del Cipnes. Un numero che percentualmente va però calcolato tenendo conto che molte attività non strettamente nautiche sono però collegate alle barche: in primo luogo l’agroalimentare, per il quale lo stesso Cipnes ha elaborato il programma “Cambusa”, con aziende locali che riforniscono di prodotti sardi le barche. Oppure logistica e servizi.
Assunzioni. Progetti, investimenti e posti di lavoro. La cantieristica nautica rappresenta per Olbia il presente, ma soprattutto il futuro. Sono due i simboli della crescita del comparto, che ha scelto Olbia come sede per aziende all’avanguardia. Il primo è il progetto presentato da Industrie Cala Saccaia srl che sta realizzando a Sa Testa un capannone per la lavorazione e la rimessa di yacht fino a 100 metri, con annessa banchina. Un cantiere per maxi yacht che punta proprio su quel mercato che lascia la Sardegna per altri lidi dove svolgere le operazioni di rimessaggio. Protagonista la famiglia Vanelo, dell’omonimo gruppo titolare del Cantiere Valdettaro, tra i big nazionali della nautica, che ha deciso di investire una cifra vicina ai 10 milioni di euro. Stanno per partire nuove assunzioni, per un cantiere che occuperà, a regime, 50 lavoratori.
Novamarine. Nei terreni di Su Arrasolu, che i fratelli Pirro hanno acquisito dal Cipnes, è poi in fase di completamento la nuova sede della Novamarine, su una superfice coperta di 8 mila metri quadrati, con due capannoni e un centro all’avanguardia per la costruzione delle nuove imbarcazioni. Perché il progetto nasce sulla spinta di precise indicazioni del mercato, con una produzione di barche “made in Olbia” che raddoppierà nei prossimi anni, per soddisfare le richieste in arrivo da mezzo mondo. La nuova struttura aprirà tra la fine di dicembre e la prima metà di gennaio 2020. Una iniziativa imprenditoriale che porterà nuovi posti di lavoro. Dagli attuali 45-50 dipendenti diretti, si passerà a un numero tra gli 80 e i 90 lavoratori stabili, assunti in varie fasi a partire da gennaio. Sono già partiti i corsi di formazione, che stanno puntando su giovani sardi. La strategia di sviluppo di Novamarine passerà per un ampliamento della gamma, soprattutto nella fascia alta.
Sede in città. Un ulteriore aspetto è che oltre l’80% delle aziende della nautica ha sede fiscale a Olbia, generando benefici economici, legati anche all’indotto, che creano ricchezza sul territorio. Sono dunque 62 le imprese della nautica, su un totale di 537 censite nel comprensorio del Cipnes. Un numero che percentualmente va però calcolato tenendo conto che molte attività non strettamente nautiche sono però collegate alle barche: in primo luogo l’agroalimentare, per il quale lo stesso Cipnes ha elaborato il programma “Cambusa”, con aziende locali che riforniscono di prodotti sardi le barche. Oppure logistica e servizi.
Assunzioni. Progetti, investimenti e posti di lavoro. La cantieristica nautica rappresenta per Olbia il presente, ma soprattutto il futuro. Sono due i simboli della crescita del comparto, che ha scelto Olbia come sede per aziende all’avanguardia. Il primo è il progetto presentato da Industrie Cala Saccaia srl che sta realizzando a Sa Testa un capannone per la lavorazione e la rimessa di yacht fino a 100 metri, con annessa banchina. Un cantiere per maxi yacht che punta proprio su quel mercato che lascia la Sardegna per altri lidi dove svolgere le operazioni di rimessaggio. Protagonista la famiglia Vanelo, dell’omonimo gruppo titolare del Cantiere Valdettaro, tra i big nazionali della nautica, che ha deciso di investire una cifra vicina ai 10 milioni di euro. Stanno per partire nuove assunzioni, per un cantiere che occuperà, a regime, 50 lavoratori.
Novamarine. Nei terreni di Su Arrasolu, che i fratelli Pirro hanno acquisito dal Cipnes, è poi in fase di completamento la nuova sede della Novamarine, su una superfice coperta di 8 mila metri quadrati, con due capannoni e un centro all’avanguardia per la costruzione delle nuove imbarcazioni. Perché il progetto nasce sulla spinta di precise indicazioni del mercato, con una produzione di barche “made in Olbia” che raddoppierà nei prossimi anni, per soddisfare le richieste in arrivo da mezzo mondo. La nuova struttura aprirà tra la fine di dicembre e la prima metà di gennaio 2020. Una iniziativa imprenditoriale che porterà nuovi posti di lavoro. Dagli attuali 45-50 dipendenti diretti, si passerà a un numero tra gli 80 e i 90 lavoratori stabili, assunti in varie fasi a partire da gennaio. Sono già partiti i corsi di formazione, che stanno puntando su giovani sardi. La strategia di sviluppo di Novamarine passerà per un ampliamento della gamma, soprattutto nella fascia alta.
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