La Nuova Sardegna

Olbia

Imprese, la Zes in marcia contro fisco e burocrazia

di Giandomenico Mele
Imprese, la Zes in marcia contro fisco e burocrazia

Con l’istituzione della zona economica speciale in arrivo agevolazioni e benefici Per 170 ettari dell’area industriale il futuro è un polo della nautica da diporto

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OLBIA. Burocrazia pari a zero, corridoi doganali semplificati, sgravi fiscali e agevolazioni. La Zona economica speciale potrebbe trasformare parte dei 170 ettari di Olbia come uno dei più importanti poli della nautica da diporto del Mediterraneo. Oltre che rappresentare una rampa di lancio per aziende di servizi che puntano sullo sviluppo tecnologico, già sorte nell’area governata dal Consorzio industriale Cipnes. Per il via libera alla Zes di Olbia manca ormai solo la firma del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Infatti, il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano nei giorni scorsi in visita a Cagliari, ha assicurato: «La zona economia speciale si farà e servirà ad attrarre investimenti stranieri». L’area industriale di Olbia è pronta per la Zes: per le imprese della nautica, in primo luogo. Ma anche per quelle dell’agroalimentare, della logistica, dell’innovazione: a disposizione ci sono 150 ettari sui quali attivare agevolazioni fiscali, amministrative, burocratiche. Attualmente sono 138 le aziende insediate nel polo di Olbia.

La Zes di Olbia. La Zes della Sardegna, divisa in otto poli, sarà istituita con decreto dal presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri del Sud, dell’Economia e dei Trasporti. Manca solo il parere del ministro dell’Economia. «Arriverà a breve», ha detto il ministro Provenzano. Il polo di Olbia, sui 150 ettari disponibili, ne vanta: 21 destinati a cantieristica navale, di alta specializzazione e arricchita da aziende all’avanguardia; 112 a logistica e servizi; 3 per la logistica intermodale, basati soprattutto sulla Piattaforma tecnologica europea, che diventerà la sede del format Insula.

I vantaggi. Le Zone economiche speciali sono collegate a un’area portuale e destinatarie di benefici fiscali e semplificazioni amministrative, per consentire lo sviluppo delle imprese e l’attrazione di investimenti, anche esteri. In Sardegna saranno sei, tra cui quella di Olbia. La Zes assicurerà agli imprenditori, sia che abbiano già un’azienda, sia che vogliano aprirne una nuova, una serie di facilitazioni: un unico sportello burocratico; credito di imposta (fino a 50 milioni), contratti di sviluppo e di investimento, incentivi all’occupazione e accordi per l’innovazione.

La normativa. La regolamentazione delle Zes è disciplinata nel decreto Sud del 2017, il piano strategico della Sardegna è pronto da novembre del 2018. Da allora, proprio il Mef ha chiesto una serie di integrazioni che la Regione ha inviato a Roma. Quella sarda sarà una zona cosiddetta “a rete”: comprenderà i sei porti di Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia, Tortolì-Arbatax con le rispettive zone retroportuali. La dotazione finanziaria a sostegno delle varie Zes è pari a 200 milioni, a cui si aggiungono altri 250 milioni stanziati con il Decreto crescita.

Il Cipnes. Il Consorzio industriale Cipnes di Olbia avrà un ruolo di facilitatore per attrarre nei propri poli produttivi investitori italiani e internazionali nei settori della nautica, dell’agroalimentare, della logistica e del settore lapideo e di quello sughericolo. Il Cipnes ha l'obbiettivo di diventare l’unico interlocutore delle imprese, che già operano e che vorranno operare nel polo produttivo, per i rapporti con le pubbliche amministrazioni, per l’ottenimento delle autorizzazioni e degli incentivi finanziari e la semplificazione degli oneri amministrativi e burocratici. Le Zes si configurano anche come importante strumenti di marketing territoriale. Il compito del Cipnes è quello di promuovere e gestire il processo di riqualificazione e riposizionamento competitivo della "Destinazione Gallura".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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