«Soufyane El Khedar estraneo al massacro»
Il femminicidio di Baia Sardinia, la difesa sollecita l’esame del presunto confidente di un imputato
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ARZACHENA. «Chiedo alla Corte di disporre la comparazione di Zouhair Korachi con tutte le garanzie necessarie perché ritenuto socialmente pericoloso o che disponga l’acquisizione del verbale di sommarie informazioni rese il 29 ottobre 2019: le dichiarazioni del teste sono importanti per dimostrare l’infondatezza delle accuse di omicidio volontario aggravato formulate a carico del mio assistito, Soufyane El Khedar». È la richiesta presentata ieri ai giudici della Corte d’Assise dall’avvocato Agostinangelo Marras, difensore di Soufyane El Khedar, imputato per la morte di Zeneb Badir insieme al connazionale Jalal Hassissou (tutti e tre marocchini). Korachi, testimone del pubblico ministero Gregorio Capasso, mentre si trovava nel carcere di Bancali per espiare una pena, avrebbe raccolto le confidenze di Jalal Hassissou sull’omicidio della donna, morta per le lesioni riportate in un pestaggio. «Quelle dichiarazioni dimostrano l’estraneità di El Khedar all’omicidio: lui è intervenuto solo per separare Hassissou dalla donna», ha ribadito Marras. Il teste era stato espulso dall’Italia dopo l’espiazione della pena perché ritenuto socialmente pericoloso ed era risultato irreperibile nelle udienze precedenti. In seguito agli accertamenti disposti dal pubblico ministero è stato rintracciato in Brasile. Alla domanda del presidente della Corte Massimo Zaniboni se volesse rinunciare o meno al teste, il procuratore Capasso ha detto di non voler rinunciare. Il difensore di Jalal Hassissou si è opposto all’acquisizione del verbale. «Questa difesa ha interesse che il teste venga sentito nel contradditorio delle parti», ha detto l’avvocato Cristina Cherchi. La Corte si è riservata. È stato sentito anche un brigadiere della sezione operativa dei carabinieri di Olbia, il quale ha riferito del sopralluogo effettuato nella casa di El Khedar dove era stato trovato un lenzuolo con tracce di sangue dentro la lavatrice, mentre l’uomo era stato sorpreso sotto il letto dove si era nascosto. (t.s.)
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