La Nuova Sardegna

Olbia

L’odissea del Paolo Merlo «Ora la Regione ci ascolti»

di Walkiria Baldinelli
L’odissea del Paolo Merlo «Ora la Regione ci ascolti»

La Maddalena, la crisi dell’ospedale al centro del dibattito in consiglio comunale Il sindaco Montella: «Il presidente e la giunta si impegnino con la popolazione»

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LA MADDALENA. Il grido d'allarme per salvare l'ospedale Paolo Merlo riecheggia nel salone consiliare. Durante la seduta aperta, richiesta dal gruppo di opposizione “Il vento che cambia”, dopo la recente manifestazione in piazza, promossa dalla locale associazione Presidio Paolo Merlo, gli interventi convergono sul futuro della struttura isolana. Sulle preoccupazioni legate al documento di programmazione regionale sanitaria 2020, che dovrà essere approvato entro la fine dell'anno, ma al momento non prevede il potenziamento dei servizi richiesti da più parti e a più riprese. «Non può la Regione non ascoltare la preoccupazione di una intera comunità che assiste, giorno dopo giorno, allo smantellamento dell'ospedale Paolo Merlo – dice il sindaco Luca Montella -. È ora che il presidente e la giunta regionale vengano qui per prendere formali impegni con la cittadinanza. Perché il tempo sta passando e non si vedono passi in avanti. Da anni chiediamo che l'insularità, di cui oggi tanto si parla, sia immediatamente tradotta in cose concrete. La sanità è la prima in assoluto da risolvere e in questo non dobbiamo essere lasciati soli. Mi rivolgo anche a tutti i consiglieri regionali del territorio perché, bandiere da parte, tutti assieme portino il fardello».

Il documento unitario del Consiglio è uno strumento utile per reclamare le esigenze irrinunciabili sul fronte sanitario della città. Peraltro, come già sempre rivendicate dall'amministrazione nella Conferenza socio sanitaria, ma allo stato attuale, completamente disattese. Così come ha ricordato dagli scranni il presidente della stessa conferenza, Antonio Satta, in linea con la posizione del Consiglio. Facendo leva sulla compattezza della comunità, auspica una convocazione della giunta regionale alla Maddalena. Il primo degli interventi del pubblico, non a caso, è del presidente del Presidio Paolo Merlo. «È il momento di condividere un documento intriso dalla delusione di una comunità ferita, in anni di lotta – dice Aldo Pireddu -, privata della dignità e che non vede applicata la legge. Chiediamo che nel piano sanitario, approvato provvisoriamente dal commissario, siano recepite le norme per le aree insulari. Riconosciute e approvate con la riforma del 25 ottobre. Tra queste, un pronto soccorso operativo 24 ore, con personale dedicato all'emergenza-urgenza. Implementando l'organico con almeno il servizio di cardiologia, pediatria e chirurgia. Un reparto di medicina generale con proprio organico. Una chirurgia per interventi in day-surgery e/o week-surgery. Il potenziamento della radiologia, con una nuova Tac, la garanzia dei servizi di anestesia, farmacia, della camera iperbarica. E la messa a norma delle sale parto e chirurgia». All'invito lanciato ai sindaci della Gallura hanno risposto in pochi. Il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto, con una telefonata al presidente del Consiglio, Roberto Ugazzi, ha comunque dichiarato totale condivisione per qualsiasi presa di posizione e documento approvato dall’assemblea maddalenina. Non sono mancati all'appuntamento i rappresentanti del dirimpettaio comune di Palau, con l'assessore Paola Esposito e i consiglieri di minoranza Paola Pischedda e Roberto Fresi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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