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Olbia, concessioni: braccio di ferro tra Federbalneari e Nizzi

Olbia, concessioni: braccio di ferro tra Federbalneari e Nizzi

Botta e risposta a distanza sulla proroga: possibile secondo Maurelli, illegittima secondo il sindaco

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OLBIA. Il braccio di ferro appare infinito. Federbalneari attacca nuovamente il sindaco. E Settimo Nizzi, a sua volta, replica a muso duro. Tutto ruota attorno alla questione della proroga delle concessioni balneari: la direttiva Bolkestein prevede infatti la messa al bando di tutte le concessioni, ma i balneari e numerosi sindaci italiani sono sicuri che la proroga di 15 anni inserita nella scorsa manovra dal precedente governo, sia legittima. Settimo Nizzi, invece, sostiene da sempre il contrario: «Va in contrasto con le norme europee. Le sentenze parlano chiaro: la proroga non si può fare».

L’attacco. Claudio Maurelli, segretario regionale di Federbalneari, torna all’attacco di Settimo Nizzi. E, come già minacciato lo scorso marzo, annuncia l’intenzione di chiamare l’Anticorruzione entro pochi giorni. «Abbiamo fatto di tutto per scongiurare l’arrivo dell’Anticorruzione, ma quello che abbiamo di fronte è un caso unico in Italia – dice Maurelli -. Il sindaco di Olbia continua la sua battaglia solitaria contro le centinaia di famiglie dei balneari sardi, contro la Regione e contro il suo stesso partito, Forza Italia, imbarazzando anche il suo “capo bastone” Maurizio Gasparri. Sono stanco di sentire solo la parola “no” da parte di questo isolato sindaco contro ogni legge regionale, nazionale e addirittura europea. Tutte le forze politiche regionali sono concordi nel superare questo delicato momento per il comparto. Unico nemico dei balneari è rimasto lui: il sindaco di Olbia. Abbiamo provato a far comprendere che non esiste nessuna infrazione da parte della Comunità europea, che è prevista solo dal sindaco Nizzi in tutta Europa. Tutti gli altri Comuni si sono resi disponibili a stare dalla parte dei balneari».

La risposta. Il sindaco Settimo Nizzi non usa mezzi termini: «Penso che questo sparuto gruppo di persone, che si organizza in sindacato senza studiare né conoscere le leggi, abbia poca fortuna come rappresentante di operatori che svolgono una determinata attività». Poi la questione dell’Anticorruzione. «Forse dovrebbero chiamarla innanzitutto per loro stessi – risponde Nizzi -. A parte questo, io le leggi le studio e le sentenze di ogni ordine e grado dicono che la proroga non si può fare. Chi ci attacca si prepari piuttosto per il bando di gara. Io, naturalmente, spero che a vincere siano gli operatori del posto. Ma tutto questo nel pieno e assoluto rispetto della legge». E a proposito di bando, il sindaco Nizzi spiega che il Comune è al lavoro. «Abbiamo tempo fino al 31 dicembre del 2020 – continua il primo cittadino -. E quando faremo il bando saremo noi stessi a inviare tutti i documenti all’Anticorruzione, a maggior garanzia, proprio perché non abbiamo nulla da nascondere e perché siamo abituati a fare le cose per bene». (d.b.)

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