La Nuova Sardegna

Olbia

I dipendenti di Air Italy: «La flotta sarda siamo noi»

Roberto Petretto
I dipendenti di Air Italy: «La flotta sarda siamo noi»

Il personale della compagnia del Qatar manifesta per le strade di Olbia. I sindacati uniti: non esiste un piano di rilancio, a rischio 550 posti di lavoro

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OLBIA. Tra i lavoratori di Air Italy le divisioni su come affrontare il futuro ci sono state e probabilmente ci sono tuttora. Di fronte al precipitare degli eventi, però, molte di quelle divisioni scompaiono. E ieri mattina, nella manifestazione che si è tenuta davanti al municipio e che ha portato i lavoratori a effettuare un breve corteo in corso Umberto, le varie sigle sindacali hanno parlato con una voce sola, affrontando le questioni urgentissime sulle quali i dipendenti della compagnia aerea non possono che trovarsi d’accordo: «Siamo partiti dalle dichiarazioni roboanti che parlavano di una flotta con 50 aerei e 10mila dipendenti per arrivare alla situazione attuale, dove sono rimasti appena 7 aerei», dice Giovanni Deleuchi, rappresentante sindacale aziendale dell’Ugl.

Di fronte a questa situazione i lavoratori non intravedono prospettive: «Oggi siamo qui per aprire le ostilità nei confronti degli azionisti che non dichiarano le loro intenzioni – dice Marco Bardini, rappresentante regionale dell’Anpav, l’Associazione nazionale professionale assistenti di volo –. In questi ultimi tre anni abbiamo atteso pazientemente il rilancio dell’azienda, invece si sta verificando l’esatto contrario. L’attività a corto e medio raggio viene esternalizzata mentre il personale Air Italy rimane a casa. Ora la flotta della compagnia è ridotta a cinque aerei per il lungo raggio e a due per il corto. Preoccupano poi i bilanci: per il 2018 le perdite sono state di oltre 160 milioni di euro e per il 2019 pare saranno 200».

Presente precario, futuro incerto, in un momento in cui le variabili sono tante: c’è la continuità territoriale da rinnovare, c’è l’idea di una compagnia aerea sarda lanciata dalla Regione. E ci sono, soprattutto, 550 lavoratori (tra personale tecnico, amministrativo e navigante della compagnia) che attendono di conoscere il proprio destino. «Abbiamo chiesto alla Regione, in più occasioni – dice Angela Asara, della Uil trasporti – di essere convocati. Senza avere risposte. Il business c’è. Tutti vengono a Olbia e la nostra compagnia invece va via. Si sono abbandonate rotte storiche e prestigiose. E quegli spazi sono stati occupati da altri». Problemi sui quali i lavoratori si sono confrontati a lungo, sollecitando e suggerendo soluzioni. Senza risultato. Ora chiedono un impegno più assiduo e concreto da parte della politica: «La manifestazione di oggi serve a dare visibilità alla nostra battaglia – dice Angela Podda, segretaria della Filt Cgil –. Questo è un territorio profittevole, vogliamo che questi lavoratori abbiano un futuro».

«Si deve tornare al ministero dello Sviluppo economico – dice Giorgia Palanghi della Cgil –, si deve tornare all’accordo del 2016, quello che non è stato rispettato e che ha portato al licenziamento di 600 persone». L’ipotesi della flotta sarda, poi, non riscuote molti consensi. Lo slogan della protesta di ieri è stato: «La flotta sarda siamo noi». Netto il giudizio di Angela Podda: «Diciamo no a questa ipotesi. L’esperienza della flotta sarda per il mare dovrebbe insegnare qualcosa, È stata u n’esperienza fallimentare che ha lasciato a terra 217 lavoratori. Un’esperienza che non si deve ripetere».

«La flotta sarda esiste già – aggiunge Giovanni Deleuchi – ci sono persone capaci, che si sono formate in tanti anni di attività, con Alisarda prima e con Air Italy poi». Per Angela Podda lo snodo cruciale rimane quello della continuità territoriale: «Come Filt Cgil diciamo no alla tariffa unica per tutti. Turismo e continuità devono essere partite separate con tariffe differenziate. Non si possono drenare risorse che servono per aiutare la mobilità dei sardi per fare promozione turistica». La politica, quindi, è chiamata a fare delle scelte e la manifestazione di ieri serviva proprio a sollecitarle: i lavoratori hanno scelto di manifestare davanti alla sede del Comune di Olbia «per chiedere al sindaco Settimo Nizzi di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per sbloccare la situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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