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Olbia

La Cgil denuncia: «Sanità al collasso»

La Cgil denuncia: «Sanità al collasso»

Duro intervento della segretaria generale Luisella Maccioni  Il Servizio trasfusionale si aggiunge alla lista dei problemi

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OLBIA. La sanità gallurese ha un nuovo malato. Il Servizio trasfusionale. Fino a qualche anno fa un’eccellenza in Sardegna, adesso è senza un responsabile a tempo pieno e ha solo cinque medici operativi. La denuncia arriva dalla Cgil funzione pubblica, da sempre in prima linea nella difesa della sanità del territorio. «A tutto questo vanno aggiunte le carenze di personale infermieristico che stanno mettendo in crisi un servizio fondamentale – attacca la segretaria generale Cgil Funzione pubblica, Luisella Maccioni –. E dopo il mancato rinnovo della convenzione con l’Avis per le raccolte di sangue con l’autoemoteca, si trova a gestire il servizio con proprio personale».

Maccioni non risparmia nulla all’attuale classe politica e alla direzione dell’Assl gallurese. «Continuiamo a non abituarci alla mancanza di programmazione e gestione della organizzazione del lavoro, che pare essere la cifra di tutta la struttura organizzativa della Assl Gallurese – commenta Maccioni –. Siamo meravigliati dalla totale mancanza di risposte sulla copertura delle voragini organiche se non il solito “stiamo lavorando per voi, ma abbiamo le mani legate da leggi e regole non scritte da noi”. Ci preoccupa l’ assenza di confronto e discussione che sta caratterizzando la gestione delle politiche sanitarie nel nostro territorio, con una direzione dell’Ats e la corrispondente direzione aziendale distanti dalle reali necessità del territorio».

La Cgil dice anche basta alle ormai ammuffite promesse che arrivano dalla classe politica regionale. «Basta con le rassicurazioni che quotidianamente cadono sul territorio gallurese da parte dell’assessore alla Sanità o da vari componenti della attuale giunta – aggiunge Maccioni –. Il livello di guardia ormai sta raggiungendo il limite. Ogni servizio sanitario della Assl gallurese è in sofferenza. Dai Pronto soccorso ai servizi ospedalieri, dagli ambulatori al servizio territoriale. Soltanto lo spirito di abnegazione del personale garantisce il normale svolgimento delle prestazioni sanitarie. In questo contesto il superamento delle normative sui turni di lavoro e dello stesso contratto nazionale sta diventando la “normalità”. Non ci interessa fare un cahier de doleance ma alla lunga lista delle carenze dobbiamo aggiungere il Servizio trasfusionale. Per non parlare poi del Centro anticoagulante Tao, ancora oggi gestito da un solo medico. Al di là delle semplici rivendicazioni è necessario riaprire una forte iniziativa unitaria per fare si che la sanità pubblica riacquisti la centralità della tutela della salute in Gallura». (se.lu.)

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