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Olbia

Prontu: «Una soluzione per gli esuberi del porto»

Prontu: «Una soluzione per gli esuberi del porto»

Il segretario della Filt: paradossali i licenziamenti nella prima struttura italiana per traffico passeggeri

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OLBIA. La Cgil ha chiesto all’Autorità di sistema portuale della Sardegna l’istituzione dell’Agenzia temporanea di lavoro per ricollocare gli esuberi nel porto di Olbia.

Ci si riferisce soprattutto ai lavoratori dell’Unione servizi portuali, ex Unimare, che dal primo gennaio vedrà venti dei suoi 63 dipendenti usufruire della cassa integrazione, in attesa di essere ricollocati.

Si chiede la costituzione di una Agenzia che ricollochi i lavoratori in base alle esigenze occupazionali del porto, già esistente nello scalo di Cagliari, che possa accogliere il personale che verrà considerato un esubero a causa di eventuali crisi aziendali.

«Il paradosso è che qui ci troviamo davanti a possibili licenziamenti in un porto dove il lavoro c’è, perché l’Isola Bianca è il primo porto passeggeri d’Italia e il secondo del Mediterraneo – ha spiegato Sergio Prontu, segretario territoriale della Filt Cgil –. I lavoratori non possono subire lo spostamento del traffico da un armatore ad un altro, chiediamo di accedere a questo strumento di organizzazione portuale che esiste in tutti i più grandi porti d’Italia».

Per numero di passeggeri, i porti sardi rappresentano il 12 per cento del totale Italia con 6,3 milioni di persone. Prima è sempre Olbia con oltre 2,7 milioni di passeggeri, seguita da Porto Torres, mentre il porto di Cagliari ne ha gestito 706mila. Da solo il porto di Olbia muove il 57 per cento del traffico passeggeri regionale.

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