La Nuova Sardegna

Olbia

Bomba carta nel salone caccia a una baby gang

di Angelo Mavuli
Bomba carta nel salone caccia a una baby gang

L’ordigno rudimentale ha distrutto il bagno del locale di una parrucchiera Il gruppo di ragazzini ha cercato anche di scardinare l’insegna di una barberia

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TEMPIO. Risse, chiasso e vandalismi sempre più accentuati nella movida notturna del centro. Ignoti teppisti attorno alla mezzanottedi lunedì hanno tentato di far saltare in aria, con una bomba carta, un noto salone di parrucchiera che si affaccia sulla centralissima via Vittorio Veneto, parallela, per un tratto, a Corso Matteotti. Gli “attentatori”, un gruppo di giovinastri ubriachi e qualcuno anche sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, per metter in atto il folle gesto, che avrebbe potuto causare seri danni ad eventuali persone ancora in giro per una manifestazione musicale, si sono spostati nel retro del salone in via degli Eroi: qui, da uno sfiatatoio, hanno introdotto la bomba carta che ha danneggiato il bagno. Il rumore abbastanza forte è stato scambiato verosimilmente per un botto di Natale e soltanto all’apertura la proprietaria si è resa conto di quanto fosse successo. La notte brava del gruppetto, maschi e femmine fra i 14 e 15 anni, che sono arrivati anche a fare la pipì sugli usci delle case o al centro della via, non è finita qui: la banda ha infatti tentato di impadronirsi di una insegna pubblicitaria di una barberia. Impresa che hanno dovuto abbandonare sia per la difficoltà sia per le minacce molto decise arrivate da un vicino. Scoraggiato e al tempo stesso infuriato di quanto sta accedendo nei vicoli che fanno da contorno al centro storico, (fra Piazza Gallura, Via Roma superiore, Piazza Italia, Corso Matteotti, Piazza Fabrizio de Andre e Viale Vittorio Veneto), Massimo Bosco, il pluridecorato pizzaiolo, campione mondiale e nazionale, che ha un esercizio frequentatissimo in Via Vittorio Veneto, di fronte ai portici di Piazza Fabrizio De Andrè e allo Spazio Faber. «Sia io che i miei collaboratori siamo molto preoccupati dal punto di vista della sicurezza pubblica. Noi, per proteggere questo luogo da sogno ci impegniamo 24 ore su 24. Ben consci anche delle difficoltà degli organici di polizia, carabinieri e vigili urbani, sempre carenti. Noi facciamo le ronde attorno al palazzo, siamo anche pronti a difendere la nostra incolumità e i beni collettivi che abbiamo attorno. Se alla base però non c’è un lavoro che parta dalle famiglie e dalle istituzioni - sottolinea Massimo Bosco -, ho paura che in città perderemo anche questa partita. Per Tempio sarebbe una grossa sconfitta. Determinata peraltro da una banda di screanzati incivili contro cui non siamo stati, tutti, capaci di opporci».

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